SONO SALITI SULLA FINESTRA

Arpac, occupati gli uffici regionali

I lavoratori in protesta nella sede dell'assessorato all'Ambiente. Continua il presidio dei dipendenti Astir
19 settembre 2012 - Ciro Crescenfini
Fonte: Cronache di Napoli

NAPOLI Continuano le proteste dei lavoratori delle aziende partecipate regionali. Ieri mattina una delegazione dei 272 lavoratori dell`Arpac Multiservizi ha occupato gli uffici dell`assessore regionale all`ambiente Giovanni Romano. Due lavoratori sono saliti su una finestra urlando "lotta dura, stipendio sicuro". Al termine della protesta è stato fissato un nuovo incontro con l`assessore all`ambiente Romano e altri organismi istituzionali regionali. Invece, davanti al Duomo, continua il presidio dei 500 dipendenti dell`Astir. Le due iniziative di lotta sono state promosse per richiedere il pagamento degli stipendi arretrati e contrastare i progetti di ristrutturazione che prevedono l`attivazione della cassa integrazione e delle procedure di inserimento nelle liste di mobilità (licenziamenti). Delicata la situazione aziendale dell`Arpac multiservizi società che si occupa di bonifica ambientale. La società a responsabilità limita presieduta da Raffaele Busiello è nata nel 2004 dalla fusione di due società, una piccola società in house e la società Pan. Negli ultimi tré anni la società ha chiuso i bilanci in passivo, accumulando perdite che superano i 25 milioni di euro. L` intero conto economico è rappresentato dal personale. In sostanza, l`azienda non sta svolgendo attività e i costi che sta sostenendo riguardano esclusivamente il pagamento degli stipendi e degli oneri contributi per il personale. La società si è mantenuta in piedi con attività sui territori finanziate esclusivamente con i fondi Por 200/2006. Attività fortemente contestate dall`Unione Europea perché non è consentito l`affidamento di lavori finanziati con fondi europei utilizzando il meccanismo della trattativa diretta. E se gli organismi comunitari dovessero convincersi che le procedure adottate non erano corrette, la Regione Campania sarebbe costretta a restituire i fondi europei. Lo stesso potrebbe verificarsi per le risorse utilizzate dall`Astir. Le due società sono sostanzialmente fallite anche perché sono finiti i fondi europei rientranti nei Por. I lavoratori incalzano. "La continuità occupazionale e il pagamento dei solari potranno essere garantiti se si sbloccano due progetti di bonifica ambientale di circa 16 milioni di euro - afferma Mario Cirella del sindacato indipendente SII - . Attività e lavori che possono essere effettuati dalle attuali società partecipate addette alla bonifica. Invece - continua Cirella - gli amministratori regionali preferiscono ricorrere ai subappalti privati". Intanto, gli esponenti istituzionali del governo regionale di via Santa Lucia. Gli assessori sarebbero orientati a costituire una sola società per la bonifica, la Campania Ambiente e Servizi Spa che dovrebbe accorpare Arpac Multiservizi, Astir ed ex Jacorossi.

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