Summit Al vertice con il prefetto De Martino ieri pomeriggio hanno partecipato Caldoro, Cesare e de Magistris Lo sblocco dei fondi Ottimista il sindaco de Magistris: «Ci sono le condizioni perché Bruxelles guardi ai pogressi che abbiamo fatto»

Rifiuti, vertice in prefettura: si ricomincia tutto daccapo

Il punto di partenza è il potenziamento dei biodigestori presso gli Stir
11 settembre 2012 - Angelo Lomonaco
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI —Si riparte dal nuovo commissario per le discariche nominato a fine luglio dal governatore Caldoro, il viceprefetto Raffaele Ruberto, che per il momento sta studiando il piano stilato dal suo predecessore Vardè. Meglio: si riparte dal proposito di ridurre al massimo, anzi al minimo, ciò che in discarica dovrebbe finire grazie al potenziamento del sistema di biodigestori presso gli impianti Stir. Dal problema dei lavoratori di Sapna, la società provinciale nata nel 2010 con 30 dipendenti e costretta per legge ad assumerne decine, che ora per la spending review — cioè un'altra legge — non potrebbe pagare. Dalla differenziata da incrementare per la quale però mancano i soldi perché quelli della Comunità Europea sono bloccati visto che pende ancora su tutti noi la supermulta appunto per i rifiuti. Dal termovalorizzatore di Napoli Est che si farà anzi no, a seconda da quale rappresentante istituzionale parla. Dal termodistruttore che si dovrebbe realizzare a Giugliano per bruciare quasi sei milioni di ecoballe ancora conservate in surreali colline di immondizia imbustata. Dalla necessità di trovare una prospettiva per i lavoratori dei Consorzi di bacino in liquidazione, senza stipendio da mesi.
Penelope non riuscirebbe davvero a fare di meglio. Perché la tela dei rifiuti in Campania, intessuta un giorno, il giorno dopo si ripresenta come un grande rotolo di filo, spesso ingarbugliato. E se un giorno sembra trovare soluzione a Napoli, il giorno dopo rimbalza a Roma. Il tutto mentre la Commissione Europea ci guarda e attende minacciosa. Ma non attenderà ancora a lungo.
IL VERTICE - Suona come una conferma il fatto che al vertice convocato ieri pomeriggio in prefettura per affrontare la situazione ha preso parte il prefetto Andrea De Martino in persona con il governatore Stefano Caldoro, il presidente della Provincia Luigi Cesaro, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, i loro assessori e anche l'amministratore unico di Sapna, l'avvocato Enrico Angelone.
Cosa si è deciso? In sostanza di ricominciare daccapo, di prendere altro tempo e di rimandare la palla a Roma. È forse per questo che tutti dicono che si è creato un clima favorevole e fattivo. Fattivo? Alla fine, de Magistris ha mostrato grande ottimismo, tanto da dichiarare addirittura che «ci sono le condizioni perché Bruxelles guardi con attenzione ai progressi fatti e magari cominci anche a sbloccare parte di fondi per raggiungere più rapidamente picchi elevato di raccolta differenziata». Magari, appunto. Considerato che rischiamo la multa. Più realista Caldoro, che ha ammesso: «Governiamo i flussi attraverso la nostra impiantistica e continuiamo con i trasferimenti extraregionali ed extranazionali». E ha aggiunto: «Abbiamo bisogno di impiantistica di primo livello, non le discariche vecchio stile che accoglievano il tal quale, ma impianti per il rifiuto biostabilizzato. Con il presidente dell'Anci Campania, Enzo Cuomo, abbiamo previsto una serie di azioni». Volte soprattutto a discutere serenamente con i sindaci di «impianti assolutamente sostenibili». Quanto agli Stir, il governatore ha annunciato che nei prossimi mesi partiranno le gare per il potenziamento per la biostabilizzazione del rifiuto. Infine, ha concluso, «sono in corso le procedure per Napoli Est, dove non è stata presentata una formale offerta economica, nonostante la procedura negoziale, e siamo in sede di aggiudicazione per il termovalorizzatore di Salerno». Mentre, però, non c'è problema a Salerno, a Napoli Est — è noto — de Magistris e il vicesindaco Sodano, che pure era ieri in prefettura, hanno affermato che il termovalorizzatore lì non si farà mai. Il che potrebbe spiegare l'apparente riluttanza della A2A a presentare la proposta economica. La questione è irrisolta ma il clima resta di «forte collaborazione», ribadisce anche il presidente della Provincia. «Infatti — spiega Cesaro — abbiamo scritto insieme un documento che spediremo al ministro Patroni Griffi perché ci fornisca la sua interpretazione sulle norme che regolano la spesa delle società pubbliche».
NUOVI RISCHI - Insomma, perché chiarisca come si deve comportare la Sapna, che dipendenti oggi ne ha circa 220 ma ne potrebbe pagare 30, mentre l'amministratore Angelone non può neppure intavolare la trattativa aziendale per ottenere la flessibilità necessaria a garantire il funzionamento degli impianti 24 ore su 24. Il rischio, se questo non avverrà, è che resti l'immondizia a terra: rischio quantificabile in 165 tonnellate al giorno. Cesaro sottolinea intanto che per il potenziamento degli impianti sono stati compiuti significativi passi avanti, visto che il commissario Manzi ha quasi completato l'esproprio dei terreni intorno agli Stir di Giugliano e Tufino, che ridurrà la necessità di discariche. Quanto ai consorzi di bacino in liquidazione, della questione si è fatto carico l'assessore regionale Giovanni Romano, che nei giorni scorsi ha avuto molti incontri a Roma, altri ne avrà nei prossimi e a sua volta era ieri in prefettura. «Occorre un progetto a medio-lungo termine per garantire i lavoratori», dice Romano, preoccupato perché dopo quello di Napoli e Caserta, ora anche il Consorzio di Salerno «non è in condizione di pagare gli stipendi. Sto cercando di ottenere anticipazioni sui crediti che i consorzi vantano». In particolare dalla Protezione civile. Ai quasi novecento dipendenti di Napoli, spiega il commissario liquidatore Claudio Crivaro, in estate è stata pagata la quattordicesima ma ci sono ancora cinque mensilità arretrate. A Caserta va un po' meglio.

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