Lo scenario Veti incrociati bloccano la scelta dei siti Pressing dell`Europa: rischio multa

Viaggi dei rifiuti, stangata da 65 milioni all`anno

Niente discariche, costi alle stelle per trasferire l`immondizia fuori regione: ogni giorno 150mila euro
6 settembre 2012 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Centocinquantamila euro al giorno per mandare la spazzatura della provincia di Napoli in giro per l`Italia. Ma se si raccoglie più monnezza i può arrivare anche a centottantamila euro. La bellezza di sessantacinque milioni all`anno, che in tempi di crisi sono una piccola fortuna.
L`Europa ci chiede che fine faccia questa spazzatura: una domandalegittima dopo l`inchiesta rompiballe che evidenziò dubbi sul corretto smaltimento dei rifiuti inviati in Germania. Ma soprattutto con la sua ultima lettera il direttore generale della sezione ambiente della Commissione europea, Karl Falkenberg, chiede agli amministratori campani di chiarire come e dove apriranno le discariche. Altrimenti, annuncia: «Alla Commissione non rimarrà altra scelta che presentare un secondo ricorso alla Corte di Giustìzia dell`Unione Europea». Il che comporterebbe una multa che potrebbe arrivare fino a 526 nula euro al giorno.
Regione, Comune e Provincia dovrebbero inoltrare risposte entro il 7 settembre al ministero che poi dovrebbe inviare una missiva a Bruxelles entro il 15. Ma difficilmente l`Europa otterrà quello che chiede. Sul tema discariche, infatti, il dibattito continua a essere aperto e il lavoro del neo commissario Raffaele Ruberto, che ha sostituito il prefetto Annunziato Vardè, sembra ancora agli inizi. Nei mesi scorsi tutte ___ le proposte del commissario sono state rispedite al mittente dai sindaci dei Comuni interessati e lo sversatoio del Castagnaro ipotizzato da Vardè è stato bocciato dalla stessa Provincia. Al momento in Campania sono aperte solo due discariche: quella di San Tammaro nel casertano e quella di Savignano nell`avellinese. Restano al palo i siti di Chiaiano, Maraño, Sant`Anastasia, Giugliano proposa da Vardè.
Per fare passi in avanti sostanziali ci vorrebbe à assenso dei primi cittadini. Ma il presidente dell`Anci, l`associazione dei Comuni, riapre il dibattito sulla provincializzazione che a suo parer va ridiscussa: «II principio per cui ogni provincia gestisce in proprio l`intero ciclo dei rifiuti si è rivelato inadatto a risolvere i problemi. In consiglio regionale c`è stato un dibattito che ha visto i gruppi consiliari spaccati su discariche e termovalorizzatori. Noi riteniamo che i Comuni debbano occuparsi della raccolta e le Province dello smaltimento organizzando l`impiantistica, organizzando anche gli ambiti. D`altra parte ad Acerra c`è il termovalorizzatore che accoglie i rifiuti dell`intera Campania. Quindi il problema non è risolto: se va fatta la provincializzazione bisogna farla anche per la parte finale del ciclo».
Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, dal canto suo resta cautamente ottimista: «II rischio multa non è scomparso. Bisogna dare una risposta tutti insieme, Regione, Provincia e Comune. Lo faremo e credo che il rischio multa di abbasserà notevolmente fino a poter scomparire come ci auguriamo tutti». Auspici a parte, una soluzione concreta va trovata. Anche perché la Sapna ha già un buco nel bilancio di 15 milioni e la Provincia è stata costretta ad alzare a 147,9 euro a tonnellata la tassa di smaltimento per pagare i viaggi dei rifiuti. E questo mentre resta aperto il caso dei 2000 lavoratori del consorzio di bacino che da cinque mesi restano senza stipendio. Perciò II segretario regionale della Filas, Domenico Merolla, scrive al ministro Clini e sottolinea: «Siamo sicuri che il problema sono i lavoratori, o forse la catastrofe economica è dovuta alla carenza d`impiantì che genera costi abnormi per i trasporti fuori regione?». Oggi al ministero l`assessore regionale Giovanni Romano porrà sul tavolo il problema dei lavoratori del Cub, ma intanto il commissario liquidatore ha annunciato che poiché mancano i soldi per attuare le norme di sicurezza da lunedì si bloccherà la raccolta nei 54 comuni serviti dal consorzio casertano.

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