Perizia disposta dalla Procura sul mare di via Caracciolo

Mare sporco, duello Arpac-Procura

I pm Woodcock e Corona mettono sotto osservazione il depuratore di Posillipo
30 agosto 2012 - Giuseppe Crimaldi
Fonte: Il Mattino

Il mare di Napoli a rischio balneazione? Bisognerà attendere i risultati della perizia ordinata dalla Procura. Toccherà ad un consulente estemo - la scelta è caduta su un esperto di fama intemazionale, un docente universitario che non risiede in Campania - sciogliere le riserve legate ai rischi per la salute causati da una presunta eccedenza nelle acque marine di escherechia coli, batterio capace di sviluppare patologie infettive anche molto gravi come l`epatite A e il tifo.
Dal canto suo, ieri l`Arpac - l`agenzia regionale perla proteziona ambientale della Campania - ha fatto sentire la propria voce ribadendo che, in base ai dati delle analisi svolte, il mare di Napoli resta balneabile. «Conia Procura - dichiara il direttore dell`Arpac, Antonio Episcopo - la collaborazione sarà continua e costante così come lo è sempre stata. Anzi, ben vengano le indagini della magistratura conia quale collaboriamo non solo sullo stato delle acque ma su tutti i piani, dai problemi legati alle ecomafie alle bonifiche».
Episcopo spiega che, in occasione della scoperta della «vasca dei veleni» scoperta non lontano dal consolato americano, sul lungomare, «fummo chiamati dalla magistratura a svolgere dei campionamenti nelle acque circostanti». Le analisi, chiarisce il direttore Arpac, «non hanno portato a sforamenti o superamenti degli standard». Episcopo chiarisce anche che «le analisi che si fanno per la balneazione sono di carattere microbiologico, che è una cosa diversa dalle analisi chimiche. In prossimità della vasca abbiamo fatto i prelievi e non è venuto fuori nessun elemento che superasse i limiti. Noi siamo legati a un attento e rigoroso rispetto della legge e ai limiti che prescrive».
Ma intanto, dalle indagini coordinate dai pubblici ministeri Henry John Woodcock e Giovanni Corona, emerge un particolare di non poco conto. Nel mirino degli inquirenti sarebbe finito il depuratore di Sant`Antonio a Posillipo. È qui, più che dalla vasca deiveleni, che fuoriuscirebbe un fiume di batteri che poi sarebbe alla base dell`inquinamento del mare.
Ma per l`Arpac non ci sono problemi. Oltre alle aree portuali, Pietrarsa, San Giovanni a Teduccio e Bagnoli, dove - sono sempre parole di Episcopo «c`èl`interdizione sulla base di un protocollo dell`Ispra, predisposto sapendo che c`è la colmata», le acque di Napoli sono quindi balneabili, compreso il lungomare Caracciolo e via Partenope, dove l`ultimo prelievo riportato nella tabella dell`Arpac risale al 2 agosto. «I nostri dati sono sul sito con tutti i riferimenti specifici relativi a ogni punto di campionamento indicato dal ministero - conclude Episcopo - noi comunichiamo i risultati, sono le istituzioni a emettere i provvedimenti. Se il sindaco di Napoli non ha rimosso il cartello che garantisce la balneazione evidentemente significa che non gli abbiamo comunicato situazioni diverse».
Sull`indagine che riguarda il mare del Golfo intervengono anche i Verdi. «Ben vengano nuove analisi sulla qualità dell` acqua a Napoli - dichiarano il commissario regionale deiVerdiEcologisti Francesco Emilio Borrelli ed il capogruppo al comune del Sole che Ride Carmine Attanasio che da anni si battono per la balneabilità eie spiagge libere in città - ed anche una inchiesta della Procura. Noi siamo convinti che daranno lo stesso risultato di tutti i controlli degli ultimi anni e cioè che il mare che bagna via Caracciolo e via Posillipo è balneabile. Stamattina(ieriperchilegge) ad esempio siamo stati sulla spiaggia della Rotonda Diaz, la cosiddetta Mappatella beach, che era piena di napoletani e turisti che facevano il bagno m un` acqua pulita».

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