L'emergenza Ancora incendi di natura dolosa intorno al capoluogo

Roghi, piaga senza fine Brucia pure San Leucio

Il fuoco arriva a lambire il sito dell'Unesco
Vicinissime le fiamme che hanno attaccato ieri mattina la collina che sovrasta il Belvedere di San Leucio
29 agosto 2012 - Franco Tontoli
Fonte: Il Mattino

CASERTA — Ieri, temperatura oltre i 30 gradi ma con venticello (una goduria, questo particolare, per le persone) sono stati elementi favorevoli per il propagarsi degli incendi boschivi. Che puntualmente, soprattutto nei dintorni del capoluogo, sono arrivati, faticosamente fronteggiati dagli uomini del Corpo Forestale, dei servizi anticendi boschivi della Regione Campania, dei vigili del fuoco laddove l`intervento era dovuto per pericolo ad abitazioni e persone. Ed è stato il caso, questo, delle fiamme sviluppatesi poco dopo mezzogiorno sulla collina che sovrasta le borgate di San Leucio e della Vaccheria, un solco di fuoco che ha prima percorso come su un rettilineo le falde della collina, proprio a ridosso degli abitati e del Belvedere, e poi abbracciato una vasta area in salita, tutto il dorsale fino al rudere settecentesco che faceva da tappa di riposo a Ferdinando di Borbone quando andava a caccia. Al tardo pomeriggio, facendo la media dei resoconti non ancora definitivi delle attività dei servizi antincendi citati, la situazione permaneva critica alla Vaccheria, collina fumante a San Leucio e in fiamme sul versante della piana caiatina, fiamme sulla collina di San Prisco fino a sera. Da segnalare anche pioggia di ceneri sulla città. Dopo le prime, robuste e alte fiamme era stato chiesto l`intervento di un canadair ma è stato l`andirivieni dell`elicottero ad affrontare il fuoco a San Leucio mentre in zona Vaccheria operavano con gli idranti i vigili del fuoco.
Dal comando provinciale casertano erano partite tutte le squadre disponibili, indispensabile la richiesta di aiuto a Napoli e Salerno ma venivano registrati impedimenti per situazioni di crisi anche in queste province. Solito interrogativo e risposta scontata: incendi di natura dolosa, le zone in fiamme non sono da picnic ma da piromani che sgattaiolano veloci, proprio come i gatti che un tempo venivano lanciati nella sterpaglia con alla coda attaccato uno straccio in fiamme. È storia vera e ce la raccontava, ieri, un addetto ai lavori nel ribadire la dolosità degli incendi.
«Brutalità e vandalismo, quell`espediente, ma oggi - diceva basta un innesco e gli sterpi rinsecchiti vanno subito in fiamme». Ð cronista, sempre ieri, ha potuto constatare situazione normale lungo l`asse tra San Leucio e Vaccheria fino alle 12,15, dopo alcuni minuti la lunga lingua di fuoco già descritta, tipica di un solco innaffiato di liquido infiammabile tanto rapido lo svilupparsi delle fiamme. E, poi, un altro elemento non trascurabile. Sulla terrazza antistante la chiesa di San Ferdinando è stata trovata una mongolfiera bruciacchiata, giochi cartacei cinesi usati di sera con fiammelle incorporate per fame meteore volanti. Che possano, questi giochi, essere portatori di fuoco se il vento li fa atterrare dove li si vuole indirizzare?

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