Croce e Bruno finiscono tra i rifiuti

In un capannone dell`area degradata di Casoria i volumi degli Studi Filosofici
28 agosto 2012 - Anna Laura De Rosa
Fonte: Repubblica Napoli

L`ESILIO fra i rifiuti di Benedetto Croce e gli altri. Si grida allo scandalo per lo sfratto da Napoli della biblioteca dell`Istituto per gli studi filosofici. Intellettuali e studiosi si indignano mentre i Comuni fanno a gara per ospitare il patrimonio librario stimato in dieci milioni. Intanto però i primi cinquantamila libri della vasta collezione sono già stati sepolti inuncapannonediCasoria. Le opere dell`idealismo tedesco e del pensiero occidentale giacciono in un`area degradata a ridosso dei centri commerciali, nel regno del consumo di massa.
Ci sono voluti sette giorni agli operai e ai collaboratori del fondatore dell`Istituto, Gerardo Marotta, per trasferire circa milletrecento p acchi di periodici e vo lumi da Monte di Dio alla città dormitorio. L`avvocato non ha voluto vedere il deposito che dovrà accogliere tutti i trecentomila volumi dell`Istituto, in attesa della creazione della biblioteca promessa dalla Regione. «Mi sentirei - si sfoga - troppo angosciato pensando ai giovani che hanno perso gli strumenti di lavoro». Al capannone ci si arriva solo in auto. Dall`autostrada, s`imbocca lo svincolo che porta alDecathlon. Poi basta seguire il lezzo di una discarica a cielo aperto per trovare la struttura su due livelli in cui sono conservati i libri.
L`area è sorvegliata 24 ore su 24, siestende 1400 metri quadri e all`Istituto costa 5 mila euro al mese. La modernità della struttura fa a cazzotti col degrado che c`è intorno. In pieno giorno non si vede un`anima in giro, ma solo tir e mezzi pesanti. Rifiuti e scarti di cantiere stazionano da mesi all`ingresso del deposito e nell` area circostante. Qualche romrovista fra i sacchetti alla ricerca di qualcos a. E alla chiusura dei centri commerciali, la zona diventa un`enorme quartiere a luci rosse.
Nel capannone invece tutto è in ordine. L`enorme stanzone sembra quasi un "lager del sapere". Conleoperedelpensierooccidentale ridotte a un numero o un nome su una scatola. Da una parteiquotidiani, dall`altra Giordano Bruno e Benedetto Croce. Poi le varie collezioni scientifiche e le pubblicazioni dell`Istituto. Tutt`intorno, infine, gli scaffali delle librerie smontate e qualche poltrona. Uno scenario desolante. «Si pensa a tutto - dice Maretta - tranne alla cultura e al pericolo che corre la civiltà occidentale maltrattando il sapere». D`accordo il presidente dell`Associazione italiana biblioteche Stefano Parise, che in una lettera a Caldoro scrive: «La collocazione in un capannone non solo è incompatibile con le più elementari esigenze di conservazione ma comporterà un danno immateriale incredibile».
Il paradosso è che l`associazione ha scelto Napoli per ospitare il 13 ottobre il primo Bibliopride d`Italia, la Giornata nazionale delle biblioteche. Per far comprendere l`importanza della collezione, l`Istituto di Maretta ha diffuso un elenco di periodici che non sono presenti alla Biblioteca nazionale. «Ho sempre cercato - dice l`avvocato - di acquistare op ere che nonfo ssero a Napoli». Oggi alle 18 ci sarà un incontro con i parlamentari campani, mentre venerdì Marotta vedrà l`assessore regionale Trombetti. Intanto arrivano altre offerte dai Comuni. Il presidente della Provincia di Casería, Domenico Zinzi, propone Villa Vitrone, mentre il sindaco di Ottaviano Mario lervolino offre il castello mediceo, quello abitato un tempo da Raffaele Cutolo.

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