«Intesa tra enti per la bonifica»

IL ROGO DI ACERRA
22 agosto 2012 - Annalisa Aiardo
Fonte: Giornale di Napoli

ACERRA. «Un protocollo d`intesa operativo vagliato da Prefettura e Procura, che coinvolga innanzitutto Confindustria, Camere di Commercio e sindacati, da inserire all`interno del piano bonifiche regionale per prevenire l`infiltrazione della camorra nel business del risanamento ambientale». Lo chiede il presidente della commissione bonifiche ed ecomafie Antonio Amato intervenendo anche sull`allarme lanciato dal ministro Clini dopo il rogo ad Acerra foto). «Nel piano bonifiche regionale dovranno essere inserite regole e norme severe condivise con le parti sociali, per cercare di prevenire l`infiltrazione della camorra nelle azioni di risanamento ambientale. In sopralluoghi e audizioni sui siti di stoccaggio rifiuti, è apparso evidente il filo che troppo spesso lega gestione e smaltimento dei rifiuti con gli affari della camorra - afferma Amato - Trasporto e siti di stoccaggio sono i due grandi nodi d`interesse. Si deve intervenire qui. Ma non lo può fare da sola la Regione. La questione va affrontata in modo sistemico, non basta la videosorveglianza ne si può pensare alla camorra come unico responsabile. Ecomafie, roghi, bonifiche, sono parti non separate di un insieme che non può essere affrontato a comparti stagni. Governo e parlamento sono chiamati a fare la propria parte. Per questo a settembre chiederemo anche un incontro con la commissione nazionale ecomafie. Fin quando scempi come il rogo di Acerra resteranno indefinitamente impuniti - conclude il Presidente della Commissione Regionale - si continuerà a piangere lacrime di coccodrillo e incolpare la camorra, ma si continuerà pure a morire, persone e territori, nell`attesa del prossimo rogo tossico che non tarderà ad arrivare».
CONTROLLI SAPNA E ARPAC
Intanto arrivano le prime risposte dalle istituzioni sovra comunali alla richiesta formale di viale della Democrazia di effettuare le necessarie verifiche in zona Pantano, dopo l`incendio che la notte tra sabato e domenica ha ridotto in fumo Smila ecoballe circa stoccate alla piazzola 2 dell`inceneritore, vale a dire 2mila tonnellate di rifiuti. Ieri, sono arrivate le note della Sapna, l`azienda provinciale che gestisce l`impianto, e dell`Arpac. Poche righe da parte della prima, che fissa per domani alle 12,30, "i campionamenti delle acque di spegnimento dell`incendio e del rifiuto interessato, per avviare le procedure di smaltimento". Scarna anche la risposta dell`Arpac. Precisando che l`agenzia regionale è già "intervenuta a supporto delle forze dell`ordine, in particolare dei vigili del fuoco", Alfonso Dubois, direttore del dipartimento provinciale, annuncia solo che sono «in programmazione ulteriori interventi mediante campionamenti del suolo per accertare eventuali ricadute degli inquinanti, che comunque sono oggetto di monitoraggio continuo». La richiesta del Comune risale a lunedì, a poche ore dalla conclusione delle operazioni di spegnimento della combustione, che nel sito di stoccaggio gestito dalla Provincia, sorvegliato giorno e notte da una ditta privata e situato in zona militare, ha visto impegnati 5 automezzi dei pompieri di Napoli, volontari della protezione civile di Acerra e operai che lavorano presso la piazzola. La zona è stata messa in sicurezza. Oltre all`Arpac e alla Sapna, destinatari della missiva sono Asi, Prefettura, e per conoscenza, la Provincia che ha l`onere di far sgomberare la piazzola ancora invasa dalle balle, e nel cui esecutivo figura come assessore alla legalità Antonio Crimaldi, ex assessore e vicesindaco di Acerra ed ex competitor al ballottaggio con Lettieri. «Alla luce dell`ennesimo incendio avvenuto in località Pantano - scrive il Comune - si chiede di intervenire, per quanto di competenza onde verificare l`eventuale danno ambientale e le relative conseguenze sulle matrici suolo, acqua e aria e conseguentemente la verifica di ricaduta sui prodotti agricoli coltivati sui terreni circostanti la piazzola in questione». Per gli attivisti, gli esiti delle analisi sono scontati: percolato e metalli pesanti, già finiti nelle falde acquifere, come nel caso dell`incendio dello scorso marzo. Sulla questione, interviene Domenico Tardi, eletto nella lista Udc e oggi indipendente, che invita a riflettere sul perché «ecoballe e spazzatura sono situate proprio alla piazzola 2. Ï tutto ha inizio con la sindacatura della rivoluzione gentile, metà anni `90 - scrive Tardi in una nota -, che in collaborazione con ex dirigenti ed ex impiegati del Comune (oggi professori e imprenditori edili) hanno permesso prima ai privati e poi al pubblico di far riconoscere il Pantano come sversatoio della spazzatura napoletana e campana, permettendo a qualcuno di diventare miliardario e allo Stato di risolvere una volta per tutte i problemi dell`immondizia campana. Gli unici a pagare sono stati gli acerrani: aumento del numero di tumori, senza alcun beneficio economico. La magistratura indaga da anni, ma non ha ancora condannato nessuno. Le piazzole sono abusive, come recita una sentenza del Consiglio di Stato, non hanno impianti antincendio, e quindi, vanno subito svuotate. In quella zona non va appoggiata neanche più una sola ecoballa di spazzatura».

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