Appalti sui rifiuti a Scafati l'ombra della camorra

L'associazione "Primavera non bussa": la raccolta affidata dal Comune a una ditta cui la Procura di Caserta ha revocato la certificazione antimafia
19 agosto 2012 - Massimiliano Amato
Fonte: L'Unità

SCAFATI (SALERNO) Questa è una storia che puzza, e non solo perché c`entra la monnezza, male endemico del Napoletano e business che ha consentito ai Casalesi di Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti prima e Michele Zagaria poi di trasformarsi nella più grande holding criminale della Penisola. È una storia che arriva dalla periferia dell`impero, dove i clan, silenti, sono riusciti a infiltrarsi nella pubblica amministrazione nell`indifferenza generale e in forza di patti scellerati con la malapolitica. È una storia che, nel suo piccolo, riproduce in pieno lo schema sul quale si fonda il cosiddetto «sistema Cosentino», dal nome dell`ex sottosegretario di Giulio Tremonti sotto processo a Santa Maria Capua Vetere per concorso esterno in associazione mafiosa.
Al centro di questa storia ci sono una ditta, la Over Line dei fratelli Fontana di Casapesenna, regno di Zagaria, un Comune, quello di Scafati, estrema propaggine settentrionale della provincia di Salerno in direzione Napoli, e un sindaco, Pasquale Aliberti, cosentiniano di ferro e disinvolto titolare di doppio incarico (è anche consigliere provinciale di Salerno). Una potenza, insomma, considerato che la consorte, Monica Paolillo, occupa uno scranno in consiglio regionale. In quota Pdl, ovviamente. La Over Line, dunque: una sigla dietro la quale si celano i fratelli Fontana, da anni "attenzionati" dall`antimafia per i loro rapporti con i fratelli Michele, Antonio e Pasquale Zagaria. Nell`estate del 2011, quando a Scafati la raccolta della monnezza va in tilt, il sindaco Aliberti non sa che pesci pigliare. L`Acse, la multiutility comunale che gestice tutto, dai rifiuti ai parcheggi alla gestione degli impianti termici, si vede costretta a rivolgersi all`esterno. Questa, almeno, la versione di Aliberti, che però è contestata duramente dal gruppo di azione civica «Primavera non bussa», che ha già messo in campo, per le amministrative dell`anno prossimo. Michele Grimaldi, ex segretario regionale dei giovani del Pd. «Potevano fare una gara - argomenta Grimaldi. - Anzi, dovevano farla. Invece, con la scusa della somma urgenza, hanno privilegiato l`affidamento diretto». Totale della commessa, assegnata con una semplice stretta di mano (ma Aliberti assicura che si è trattato di «trattativa negoziata»): più di SOOmila euro. Peccato che la Over Line non sia mai riuscita a completare il lavoro, dal momento che la Prefettura di Caserta ha revocato ai fratelli Fontana la certificazione antimafia. «E noi - spiega sulla pagina Facebook di "Primavera non bussa" il sindaco Aliberti - ci guarderemo bene dall`adempiere agli obblighi contrattuali, compreso il pagamento delle ultime spettanze». Potrebbe, però, non bastare: territorialmente contigua a Pagani, dove il consiglio comunale è stato sciolto - per camorra - due volte in una quindicina d`anni, Scafati è sotto i riflettori dell`antimafia dal 2009. Il caso Over Line non è l`unico: negli ultimi tré anni, si sono registrate altre due vicende simili, cioè di appalti concessi e poi frettolosamente revocati a imprese in odor di camorra: successe con la Campania Appalti sri, colpita da interdittiva antimafia, e con la Di Bello sri di San Cipriano d`Aversa, cui il Comune aveva affidato i lavori di ammodernamento degli impianti sportivi nelle scuole. E, per soprammercato, Grimaldi e i ragazzi di «Primavera non bussa» ci aggiungono pure la nomina, da parte di Aliberti, della dottoressa Immacolata Di Saia a segretario comunale. Chi è? L`ex segretaria comunale di Casapesenna, comune sciolto per camorra, citata spesso (pur non essendo indagata) nell`ordinanza d`arresto che colpì l`ex sindaco Fortunato Zagaria (poi rimesso in libertà). Uno che, secondo la Procura, avrebbe brigato per far cadere il suo successore, Giovanni Zara, su disposizione del clan.

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