I tempi Legge regionale in Consiglio tra dicembre e gennaio Ancora da definire gli interventi dei privati

Da bonificare il 70% della regione, servono 500 miloni

17 agosto 2012
Fonte: Il Mattino

Già contaminati 183 terreni Necessari altri 31 milioni di euro per le analisi sulle aree a rischio
II caso Ilva ha riaperto lavertenza-bonifica in tutta Italia. Oltre Taranto, l`Italia conta ben 57 Sin (la dichiarazione di sito d`interesse nazionale avviene con un atto normativo che contiene la perimerazione dell`area) che coprono il 3% del territorio nazionale. Di questi, 28 interessano la fascia costiera: petrolchimici, acciaierie, industrie manufatturiere di ogni tipo, anche in prossimità di aree di pregio che, soprattutto negli anni `50 e `60, si sono sviluppati lungo le coste italiane.
Da Trieste a Venezia Porto Marghera (3.200 ettari a terra, 350 ettari di canali e 2.200 ettari di laguna), da Livorno al Litorale Domizio Flegreo ed Agro Aversano (186.000 ettari complessivi ricadenti in 61 comuni delle province di Caserta e Napoli, 75 km do costa e una fascia di mare di 3km), passando per Brindisi, Porto Torres e Gela. Molte di queste attività oggi sono dismesse, altre perdurano, e le coste pagano il prezzo di localizzazioni infelici fatte senza nessuna valutazione o analisi ambientale.
Ma veniamo alla «vertenza», che è soprattutto questione economica. Per quanto riguardala Campania, occorrono cinquecento milioni solo per intervenire nei 183 siti che si trovano sul suolo pubblico dove è già stata provata la contaminazione del suolo, del sottosuolo o delle acque sotterranee e 31 solo per analizzare quelli (e sono quasi tremila) di quelli potenzialmente contaminati. Ma la spending review prevede la soppressione della Sogesid, finora braccio operativo delministero dell`ambiente nel settore bonifiche. E questo mentre il 70 per cento del territorio delle province di Napoli e Caserta risulta inserito nei Sin, i siti di interesse nazionale con alti tassi di inquinamento. Una situazione complessa nella quale l`allarme del ministro Clini serve a confermare la gravita della situazione.
Finora nel piatto ci sono i 140 milioni delle compensazioni ambientali, alle quali bisognerà aggiungere i 140 a carico della regione Campania. La situazione è stata riassunta in maniera efficace il 13 luglio scorso dal direttore tecnico dell`Arpac Marinella Vito durante la conferenza permanente Regione-autonomie locali: uno dei passi necessari per arrivare alla definitiva approvazione delpiano regionale per le bonifiche voluto dall`assessore Giovanni Romano che, dopo le osservazioni di tutti gli enti interessati, dovrebbe arrivare in consiglio tra dicembre del 2012 e gennaio del 2013.
Resta poi da definire il capitolo degli interventi che dovrebbero essere pagati dai privati che hanno gestito discariche e siti di stoccaggio: dalla discarica di Masseria del Pozzo-Schiavi, allaNovambiente, dal sito di stoccaggio gestito dalla Fibe a Ponte Riccio a quello di Cava Giuliani. L`area a Nord di Napoli e a Sud di Caserta viene chiamata «terra dei fuochi»: gli invasi e le relative soprelevazione vanno periódicamente alle fiamme e le diossine che si sprigionano sono probabilmente uno dei fatto ri (insieme ai veleni interrati abusivamente) che fa incrementare i casi di morte per malattìe oncologiche come è stato rilevato dall`Istituto Pascale.

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