Mare malato, pronta la task force del ministero

Si insedia un comitato scientifico, coinvolto l`istituto Dhom. L`allarme dei pescatori: fondali bollenti
17 luglio 2012 - Franco Mancusi
Fonte: Il Mattino

Fondali bollenti. Dalle reti dei pescatori di Ischia, Capri, Pozzuoli, Sorrento i segni inequivocabili di uno sconvolgimento ambientale che interessa l`intero litorale campano. Tonnellate di mucfflagine, fioriture algali anomale, sabbia nera, pietre che cambiano colore. Molte barche sono state costrette a tornare indietro dopo una battuta sotto costa. Altre devono squarciareisacchi in mare per liberarsi dell`eccessiva poltiglia tirata in superficie. Colpa delle temperature caldissime e dell`inquinamento. Sono passati due anni dall`ultima emergenza nel golfo napoletano e in quello di Salerno, ma i risultati conl`arrivo dell`estate sono sempre gli stessi. In tilt il settore della pesca costiera, soffocatiivivai dimolluschi, fortemente condizionata l`attività balneare e turistica, preoccupanti le prospettive persino della salute pubblica. Nelle zone più interne della costa è impossibile fare il bagno. L`evidenza dei fatti smentisce clamorosamente i bollettini delle istituzioni sanitarie e le assicurazioni degli amministratori pubblici. I depuratori funzionano a metà, nel migliore dei casi. E c`è ragionedi temere alpeggio, se un miracolo non farà abbassare le temperature, nei prossimi giorni, e cambiare il corso delle correnti.
Ecco perché l`emergenza del La strategia mare campano è diventato un caso nazionale. E ieri mattina, dopo l`intervento del ministro Clini, si è insediato il comitato scientifico per la difesa delle potenzialità costiere. Una task-force per la protezione del mare. Una risposta (speriamo finalmente concreta) per affrontare i problemi mai completamente risolti. Anche per impostare i presupposti di una diversa politica di valorizzazione della straordinaria risorsa mare, che in Campania rappresenta un comparto economico fondamentale, con almeno sette-ottomila persone occupate in diversi settori. Ancora una volta si è perduto tempo prezioso nei lunghi mesi dell`inverno, puntando le carte sul vento favorevole e sulle condizioni meteorologiche meno disastrose. Quando il fuoco delle temperature torride è divampato, nuovi problemi in aggiunta all`emergenza del passato. Basti pensare agli scarichi di Ischia, della costiera sorrentina, ai chilometri di liquami galleggianti nella zona fra Torregaveta e Pozzuoli, airincredibile scoperta di un fiume nero in pieno litorale partenopeo, all`altezza del consolato americano.
Nelle prossime ore i battelli della Stazione Zoologica di Napoli effettueranno ricognizioni per redigere una sorta di mappa dell`improwisaemergenza. Quasi un rito, considerando i precedenti delleultime stagioni. La storia, anzi la cronaca, si ripete. Da ieri le temperature si sono abbassate. Macosapotrà accadere ancora quando torneranno il caldo e l`afa opprimente di ferragosto?
Ed è polemica, intanto, sui diversi versanti del fronte politico regionale. «Nelle ultime ore si sarà verificato qualche evento anomalo, che dovrà essere subito controllato» dice il presidente del consiglio regionale, Paolo Romano, esprimendo solidarietà con la protesta dei sindaci costieri. Mala parlamentare Luisa Bossapone all`assessore Romano «le cinque domande del Pd» tra le quali la prima molto lapidaria: «Se la Regione riuscirà a pubblicare entro agosto i bandi per l`ammodernamento dei depuratori, come ci chiede l`Europa». L`assessore al Turismo Giuseppe De Mita si improvvisa «testimonial» della qualità delle acque a Ischia raccontando di aver lasciato in vacanza a Forio i suoi figlioletti: «Non l`avrei certo fatto, se non fossi stato sicuro della balneabilità». Infine Legambiente: «L`alta temperatura delle acque marine, constatata anche dallaboratorio della Goletta Verde, è solo una delle cause del proliferare delle alghe. Per combattere le mucillagini non basta prendersela solo con il clima, serve chiudere i rubinetti dell`inquinamento». E Sandra CiotS, presidente di FareAmbiente Mare, ha scritto al governatore Caldoro per chiedere l`istituzione di un «Tavolo del mare», capace di «concepire una serie di proposte percorribili di messa a sistema del settore e delle sue decimazioni economicamente rilevanti».

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