Scampia, pulizia a rilento e rifiuti in strada

16 luglio 2012 - Dario Marotta
Fonte: Giornale di Napoli

Sette giorni da dimenticare. Una settimana per ritornare al passato, per ripercorrere la storia recente, con molte ombre e poche luci . Polemiche, allarmi, denunce e scambi d`accusa hanno trovato terreno fertile. Napoli come centro del discorso, dalle blatte rosse ai rifiuti, un libro letto più volte. Sul primo problema si è ricamato un po` troppo. Si è parlato di emergenza, lo si è fatto in maniera forse avventata, così ha detto il sindaco Luigi de Magistris.
Il secondo punto, relativo invece alla spazzatura, trova validi motivi di discussione. L`illusione è durata pochi mesi, la città sembra avviarsi a grandi passi verso un nuovo tracollo. Il polso della situazione è dato dalle periferie, letteralmente inondate di rifiuti; i quartieri Miaño e Scampia occupano i primi posti di una classifica imbarazzante.
La raccolta differenziata è ferma al palo, i contenitori sono e il materiale in eccesso viene lasciato nelle adiacenze dei bidoncini o delle campane. Le responsabilità dell`ennesimo disastro ambientale si rimbalzano da una parte all`altra. Per Angelo Pisani, Presidente dell`ottava municipalità, le colpe più evidenti sono dell`Asia, azienda che non sarebbe in grado di garantire il decoro urbano: «La pulizia delle strade procede a macchia di leopardo». Ed in parte è vero. Alcune zone non sembrano essere nemmeno sfiorate dalla questione altre, a pochi metri di distanza, sprofondano giorno dopo giorno nel degrado più assoluto.
Mancanza di mezzi, di personale, di forza lavoro. Senza dimenticare il ruolo primario, decisivo , dei residenti. Sono loro a poter fare la differenza, in un senso o nell`altro. E sono loro a dover vivere quotidianamente a stretto contatto con l`immondizia. Vantano, in questo senso, un`esperienza pluriennale, ancora non archiviata. E discutono sul tema, quando se ne presenta l`occasione, animosamente, senza troppi giri di parole: «Siamo destinati a morire così», espressione di un malessere che sfocia nella rassegnazione di uomo anziano che oramai non vede margini di speranza.
Ma anche tra i giovani il grado di assuefazione è altissimo: «L`unica soluzione è andar via perché qui le cose non cambieranno mai». L`inversione di tendenza è lungi dal registrarsi anche a causa del comportamento poco civile di chi non si cura minimamente del territorio e dell`ambiente: «Non rispettano gli orari, i sacchetti vengono depositati quando fa più comodo. Per non parlare dei rifiuti ingombranti che spesso vengono lasciati a due passi dalla carreggiata, creando pericoli anche per chi è alla guida».
Ma numerosi cittadini si scagliano senza mezzi termini contro la ditta responsabile della raccolta: «L`Asia non svolge regolarmente il suo lavoro. In alcuni periodi i camion passano costantemente, in altri scompaiono completamente». Viene inoltre denunciata la scarsa organizzazione dell`azienda: «Hanno pochi mezzi, per questo non riescono a coprire l`intero perimetro urbano. La pulizia procede sempre a rilento, proprio per questo motivo». Una lentezza estenuante, un fattore che desta enorme preoccupazione, soprattutto ora, con una crisi ormai alle porte.

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