La Procura sospettaun un inquinamento da liquami industnali

Liquami industriali, sigilli a una vasca

Scatta il sequestro a via Caracciolo sigilli a una vasca e al marciapiede
14 luglio 2012 - Conchita Sannino
Fonte: Repubblica Napoli

SOPRA, sulla via Caracciolo pedonalizzata, un via vai di camion specializzati nell`autoespurgo e un pezzo di marciapiedi più un tombino sequestrati temporaneamente dalla Procura. Sotto, un analogo isolamento tocca la vasca di raccolta che i sommozzatori dei carabinieri hanno scoperto ingombra e quasi traboccante di «liquami fangosi e corrosivi di natura da determinare». Blitz contro gli inquinatori. È il "lungomare liberato" firmato dai pubblici ministen Giovanni Corona e Henry John Woodcock. L`interventodeipm—difatto annunciato dai sopralluoghi condotti dai subacquei dell`Arma, giorni fa — è scattato ieri, a pochi metri dapiazzadellaRepubblica, e potrebbe essere solo il primo filo di un`inchiesta più ampia, sul mare violato e non solo.
Il nastro sigillante delimita l`area di accesso di un tombino. Fino a tarda sera è proseguito il lavoro degli operai e dei camion di un`impresa specializzata nei prelievi. Di quei liquami avrebbe dovuto occuparsi il Comune nell`ordinaria manutenzione delle condotte. L`indagine dovrà tra l`altro verificare se a Palazzo San Giacomo sapessero dell`esistenza di quel pericolo, o se fossero giunte all`Ufficio Fognature segnalazioni specifiche.
L`unica certezza: sono centoventìmila i litri di "roba" che passano ora sotto esame dei periti. Ci vorranno ¡viaggi di 14autoespurgo per poter liberare la vasca e isolare quel materiale in un luogo protetto dove cominceranno analisi e caratterizzazioni. Per gli inquirenti, in quella vasca c`è un potenziale pericolo per la salute pubblica, unasospetta "bomba". Saranno anche i tecnici dell`Arpac, l'agenzia regionale per l'ambiente, ad occuparsene. Il "materiale", lì dentro, non avrebbe dovuto accumularsi. Sarebbe bastata una mareggiata appena più violenta, ragionano i tecnici, per far finire quella melma in mare, lungo le acque balneabili. Si tratta, in particolare, di liquami fangosi, e stando alle prime osservazioni degli investigatori, «in grado di corrodere la pietra sottostante la scogliera». La stessa attrezzatura dei sommozzatori sarebbe stata danneggiata, in poche ore, durante le prime ricognizioni, da quelle sostanze, che a prima vista sembrerebbero provenire da cicli industriali.
Di cosa si tratta, dunque? E soprattutto, com`è finita in una vasca di contenimento di acque reflue? C`è stato qualche scarico recente a invadere quelpiccolobacino? Gli investigatori non escludono che parte di quei fanghi possa provenire da recenti scarichi, ad esempio da qualche attività relativa a Coppa America; o anche dal vicino cantiere della Metropolitana. Ma sono solo ipotesi tra le altre.

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