Così mamma e figlio setacciano i rifiuti nel centro di Napoli

Rom tra i rifiuti, ecco le foto che Napoli non vuol vedere

Una giornata «normale» in via delle Brecce a Sant'Erasmo
12 luglio 2012 - Roberto Russo
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

No, non stanno giocando m mezzo ai rifiuti, sotto un sole cocente, il bimbo rom e la sua giovanissima madre che abbiamo fotografato ieri mattina. Non c`è tempo per giocare in via delle Brecce a SanfErasmo, zona porto, a meno di due chilometri da piazza Garibaldi. Lungo questa strada intema che mena da un lato alla fermata Circum di Gianturco, dall`altro all`ingresso dell`ex Manifattura Tabacchi, c`è poco da giocare. Qui si fa la differenziata sul serio. Qui sorge il «sito di stoccaggio» e il «termovalorizzatore» dei rom. Qui i comitati ambientalisti si guardano bene dal venire.
Piccola madre e figlio nell'immondizia Qui, come ha scritto ieri Vincenzo Esposito: «I rom sono diventati imprenditori. Hanno capito l`affare rifiuti e sono ormai il terminale di un ciclo parallelo e illegale che nessuno vuole vedere, anche se è sotto gli occhi di tutti».
Un manipolo di disperati lasciati a vivere nell`ennesima baraccopoli cittadina, nell`indifferenza generale provvede a selezionare i materiali che ogni notte file di camion e autocarri riversano bellamente sulla pubblica via. I bimbi e le loro giovanissime mamme si fanno largo tra montagne di laterizi, amianto, scarti di pelli condate, copertoni di auto, metallo, e Dio sa cos`altro ancora. Tutti i materiali che possono essere rivenduti vengono accuratamente separati e raccolti all`interno del campo. Tutto ciò che non serve viene — purtroppo — dato alle fiamme di notte con l`inevitabile, enorme, produzione di diossina, con la puzza di gomma arsa che ammorba l`aria del quartiere e si unisce al caldo soffocante. Aria velenosa respirano i bambini rom e gli adulti nelle loro baracche di legno, aria velenosa respirano i titolari di bar tabacchi della strada, aria velenosa gli impiegati e gli operai delle poche aziende superstiti, aria velenosa inalano nei loro polmoni gli abitanti delle prime case che sorgono a trecento metri: sono ovviamente napoletani poveri.
E così, mentre c`è una Napoli che ostinatamente boccia il termovalorizzatore, che non accetta siti di stoccaggio provvisorio, che si innamora dell`utopia dei «rifiuti zero», c`è un`altra Napoli che ha già realizzato il suo impianto di smaltimento, il suo inceneritore, il suo miserevole riciclaggio quotidiano di metalli, vestiti, scarpe, fili di rame. Ecco perché via delle Brecce a Sant`Erasmo è una strada che dovrebbe essere visitata da tutti gli amministratori di questa città, sindaco de Magistris in testa.
Forse dovrebbero vederla anche tutti i napoletani e provare quella stretta allo stomaco che ti prende, mentre il bimbo e sua madre ti guardano, interrompendo per un attimo la cernita dell`immondizia. E tu ti senti un ladro a violare con una foto la loro intimità. E ti vergogni. Per tutto.

Powered by PhPeace 2.6.4