Mancano mezzi e soldi Lo spettro della crisi

Napoli, raccolta a rilento m alcuni quartieri
De Magistris: «Ma l`emergenza non tornerà»
7 luglio 2012 - Fabrizio Geremicca
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — «Se non arriveranno i soldi, mi incatenerò fuori Palazzo Chigi». Che la situazione sul fronte dei rifiuti di Tommaso Sodano, il vice sindaco del Comune di Napoli, titolare della delega all`Igiene urbana, reduce dall`incontro di giovedì al ministero dell`Ambiente, dal quale è tornato con molte promesse e ben poche certezze. D caso riguarda il mancato trasferimento dei fondi che il ministero si era impegnato a dare alla metropoli per finanziare la differenziata.
«A luglio 2011 — riepiloga l`esponente della giunta comunale — il Comune ha stipulato un protocollo d`intesa col ministro Prestigiacomo, che prevedeva il trasferimento di 5 milioni di euro da destinare alla differenziata, in particolare all`incremento del sistema di raccolta porta a porta. Quei soldi, mi disse l`esponente dell`esecutivo Berlusconi, sarebbero stati materialmente versati a gennaio 2012, perché appostati nel bilancio relativo all`anno in corso. Siamo a luglio, ancora non abbiamo visto un centesimo». Senza quelle risorse, sostiene il vice sindaco, «diventa difficile conseguire l`obiettivo di ampliare il porta a porta a 500.000 abitanti entro il 2012 ed a 650.000 abitanti entro il 2013».
Al realismo di Sodano fa da contraltare l`ottimismo del sindaco de Magistris «L`emergenza è alle spalle — spiega — però dobbiamo lavorare contro la precarietà, farlo senza soldi è difficile, ma in ogni caso non c`è il rischio che dalla precarietà si ritorni all'emergenza». Sil tappeto c'è ure la questione dei 3 milioni di euro dai fondi Fas e degli 8,5 milioni di euro dai fondi Por che, attraverso la Regione, dovrebbero affluire nelle casse di palazzo San Giacomo, sempre per potenziare la raccolta differenziata. «Sono bloccati dallo sforamento del patto di stabilità — rileva il vicesindaco — e ad oggi non sappiamo quando potremo materialmente dispome».
Ad aggravare la crisi di Asia, per la verità, ci si è messo pure il Comune di Napoli, che nei mesi scorsi ha trasferito all`azienda meno dei 16 milioni di euro ogni trenta giorni indispensabili alle spese correnti. La società ha dunque fronteggiato i buchi attingendo ai 43 milioni di euro della ricapitalizzazione, che in teoria avrebbero dovuto essere tutti impiegati per investimenti in mezzi e strutture. L`amministrazione annuncia adesso che è stato adottato un piano di rientro, per cui Asia dovrebbe ricevere nei prossimi mesi un paio di milioni in più, rispetto ai 16 destinati alle spese correnti,allo scopo di recuperare la quota da destinare agli investimenti e dirottata sugli stipendi nei mesi scorsi. Intanto, però, investimenti già programmati dalla società la scorsa primavera sono stati rinviati ed è slitatto il progetto di estendere il porta a porta ai Quartieri Spagnoli prima dell`estate.
Altro capitolo doloroso: la manutenzione dei mezzi. Sono circa 600, in tutto; almeno 150 restano fermi perché mancano i pezzi di ricambio ed i fornitori non sono disposti a concedere ulteriormente credito. Soffrono n particolare i compattatori di medie dimensioni e quelli più piccoli, i gasoloni, indispensabili nelle vie del centro storico e nei vicoli a monte di via Toledo. «Per questi ultimi camioncini — dice Raffaele Del Giudice, il presidente di Asia — c`è un problema in più. L`impresa siciliana che li produceva è fallita. Questo rende ancora più difficile recuperare i pezzi da sostituire». Altro punto di crisi: Sapna, la società provinciale per la gestione del ciclo dei rifiuti, in piena crisi amministrativa e sotto la lente della corte dei Conti, per presunti sprechi. Solo ieri , dopo un mese, è stato nominato il nuovo amministratore.
Il marasma delle ultime settimane ha fatto sì che sia saltata la partenza di una delle navi che portano i rifiuti in Olanda, garantendo così l`equilibrio di un sistema instabile ed evitando che gli impianti di tritovagliatura saturino ed i rifiuti tornino in strada. Eventualità, quest`ultima, che oggi appare meno remota di un mese fa , ma che il sindaco de Magistris esclude categoricamente: «Viviamo sempre in difficoltà, ma non c`è il rischio che dalla precarietà si torni all`emergenza».
La fotografia della situazione, ieri sera, era questa. Provincia piuttosto sporca, per esempio a Giugliano, con cumuli che cominciano ad essere preoccu Metropoli più pulita, rispetto a giovedì, per quanto concerne i rifiuti solidi urbani, anche se non mancavano rifiuti sui Quartieri Spagnoli e lungo alcune strade centrali. Asia ha recuperato parte dell`arretrato.
Resta difficile il quadro a San Giovanni a Teduccio, con non pochi cumuli e tanfo provocato dalla macerazione della spazzatura. Rifiuti fuori dai contenitori anche in alcuni tratti di via Colombo, nei pressi del porto, non lontano da piazza Municipio. Permane in molti altri quartieri di Napoli, al centro come in periferia, il problema degli ingombranti. Provocato quest`ultimo, peraltro, più che da un rallentamento dei prelievi da parte della società di igiene urbana, dall`incessante sversamento abusivo.
Mobili, igienici, residui dell`edilizia, copertoni, guaine per la copertura dei solai. Accade, solo per limitarsi ad alcuni esempi, a Fuorigrotta - lo denunciano i Verdi - a Pianura, a Ponticelli, ai piedi delle scale del Petraio, che dal corso Vittorio Emanuele conducono al Vomero. «Servirebbero più controlli», dice Raffaele Del Giudice, «e occorrerebbe un maggior senso civico, da parte dei napoletani». Due condizionali che, per ora , non fanno ben sperare.
Fabrizio Geremicca
Sono i milioni di euro e il Comune ^Napoli attende, I trasferimento ¡cessa rio ` r potenziare raccolta differenziata in tutti i quartieri della città e ottenere un risultato migliore.

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