Il commissario De Biase: «Continuerò a lavorare»

Chiude il commissariato bonifiche a rischio stop

Il ministero non dispone il trasferimento di 37 milioni Incertezze anche sul personale
30 giugno 2012 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Il commissariato per l`Ambiente chiude, ma il ministero dimentica di dare istruzioni per il passaggio di consegne e le bonifiche rischiano di saltare. L`allarme è stato lanciato ieri mattina dal commissario Mario De Biase. L`incontro si svolge tra scatole e scatoloni, computer imballati, documenti accatastati: tutta roba che dovrebbe essere trasferita. Ma dove? Nessuno lo sa.
E poi c`è il personale: venti dipendenti provenienti da enti diversi, dalle aziende dei trasporti ai Consorzi di bacino, e che dovrebbero tornare alle aziende di appartenenza. Ma anche per loro non sono arrivate disposizioni. «Ho chiesto a Regione ed Arcadis se si può pensare a un inserimento di almeno parte di loro nella struttura che verrà per una continuità amministrativa - dice De Biase - Stanno valutando». E poi bisognerà decidere che fare dei soldi. Trentasette milioni da distribuire tra gli enti che si prenderanno le competenze: da quel momento i fondi dovrebbero rientrare nel patto di stabilità e quindi rischiano di restare congelati. Dieci milioni sono stati spesi dal commissariato per pagare i creditori. O almeno per pagare i creditori che hanno accettato di incassare: il Consorzio di bacino Napoli- Caserta che doveva avere circa 500mila euro e che ogni mese fatica a pagare i dipendenti, non ha prodotto la documentazione necessariaintascarei soldi. Un caso paradossale. Il commissariato, dal canto suo, dovrebbe intascare anche 100 milioni dalla Protezione civile che al momento non ha mostrato alcuna intenzione di sborsare un euro.
E poi ci sono le bonifiche a rischio: il ministero non ha ancora chiarito a chi bisogna consegnare gli incartamenti degli interventi appena avviate nelle aree exResite dei laghettì di Castelvoltuno dove i veleni rischiano di continuare a infiltrarsi nel terreno. Il geólogo Giovanni Balestri ha previsto il disastro ambientale per il 2064. Martedì c`è stato nei pressi della discarica di Cipriano Chianese un primo prelievo di novemila litri di percolato. Ieri ci doveva essere un secondo intervento, ma la Sogesid (la società incaricata dei lavori) si è accorta il pozzo spia da utilizzare per arrivare al fondo discarica è deviato e bisogna realizzarne un altro. A subentrare nella responsabilità potrebbero essere i Comuni, ma nulla è stato ancora definito. «Non si è deciso a chi affidarne la gestione - sottolinea De Biase - Stando al nuovo decreto legge che riguarda la Protezione civile, avrebbero dovuto comunicare dieci gironi prima della scadenza come procedere, ma questo non è avvenuto». E non solo: il decreto di proroga del commissariato che avrebbe dovuto cessare le attività già il 31 dicembre del 2011, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 10 maggio. Intanto è stato deciso che il ciclo integrato delle acque andrà alla Regione. Decisione presa di concerto con l`assessore all`ambiente,Giovanni Romano».
Che cosa succederà da oggi? De Biase ha deciso di continuare a lavorare: «Ho deciso, sotto la mia responsabilità, di continuare a lavorare fino a nuove disposizioni. Mi arrestano? Non importa, io continuo», precisa. La scorsa settimana, racconta, si è tenuta una riunione con il Ministero dell`Ambiente, la Protezione civile, alla quale ha preso parte Romano con lo stesso De Biase. «Dal canto suo, l`assessore ha proposto di assumersi l`eredità del Commissariato - dice a condizione però che dalla Protezione Civile vengano riconosciuti i crediti dei 100 milioni richiesti».

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