Rifiuti tossici, choc a Giugliano "Il clan ci uccide senza sparare"

13 giugno 2008 - Antonio Corbo
Fonte: Repubblica Napoli
Solo il sindaco sapeva. La terza città della Campania ha oltre centomila abitanti e almeno 120 ettari di terra malata. «Siamo ai limiti della sopportazione, in ogni casa si piange per un tumore», Giovanni Pianese ha i toni sicuri dei giorni peggiori. «La politica deve reagire, denunciare non basta, quindi questo Comune dovrà proporre, realizzare».
Mancano poche ore al primo consiglio comunale, Pianese consegna al segretario generale Rossella Grasso la lista dei 5 assessori esterni, nomi di prestigio, si ricomincia. Ma proprio ieri sono apparse le dichiarazioni di Gaetano Vassallo, la verità sui clan. Hanno incassato una fortuna seminando morte. Nella stessa provincia di Caserta hanno boicottato il progetto di un´azienda sicura, ultramoderna, autorizzata dalla Regione, per i rifiuti speciali, si può capire perché. Il sequestro di ville, conti correnti, Jaguar, barche, albergo ha fatto scoprire meglio il giro: i Casalesi hanno avvelenato Giugliano, fanghi tossici e rifiuti pericolosi del centronord. Alleati dei Mallardo, la cosca della zona. Nelle ore dello choc, Giugliano si sente tradita anche dai suoi boss.
«Con Gianfranco Mascazzini, direttore generale del ministero dell´Ambiente, c´è un piano di bonifica. È stato lui a dare il quadro: rifiuti tossici in almeno 120 ettari», conferma il sindaco Pianese. «Ed è per questo che ho respinto il tentativo di riaprire Taverna del ferro. Con cortesia ho fermato il cortese prefetto De Gennaro. Ma con durezza, il generale Giannini, che voleva imporre. I miei cittadini non sono suoi soldati. E ho troncato il discorso». Coinvolge il nuovo segretario generale, Rossella Grasso, in questa crociata del no. Finge di domandare: «Si può ancora tollerare questa aggressione? La Sanità mondiale documenta malformazioni e tumori quasi tutti alla tiroide. Bisogna studiare anche un piano di bonifica e di ristoro». I cinque assessori esterni gli saranno vicini: Antonio Panico, vice sindaco, magistrato di vertice passato dal civile al penale, il collega Antonio Ferone del Tar, Marcello Postiglione, Mario Delfino, Roberto Castellaccio.
Il pentito rivela che nel 1988 «la discarica in località Schiavi era già di fatto esaurita, quando in Regione fu approvato il progetto di smaltimento. Fruendo di quella autorizzazione, non essendo specificate le particelle, sfruttammo all´infinito quel sito». Per almeno 18 anni, Vassallo ha gonfiato di bidoni tossici la discarica sua ("Novambiente") ma avverte: «Con l´espediente delle autorizzazioni, tutte le discariche campane hanno smaltito in modo abusivo sfruttando autorizzazioni meramente cartolari». Così la Campania è diventata una fogna: tutto sembrava in regola, fatture e timbri, nell´ottuso o complice silenzio di chi doveva vigilare. È lo schema raccontato dal film "Gomorra".
Cittadini spaventati. «La camorra ci ha ucciso senza sparare, è la causa delle nostre gravi malattie», la rabbia alimenta la psicosi. Amarezza anche tra i 220 di Napoli 1. Giovanni Panico, presidente dal 2005, si ribella: «Sembra che qui sia tutto da chiudere perché siamo camorristi. Si rischia di eliminare chi fa bene il proprio dovere». Dalla sua nomina sono finiti i traffici. Il racconto di Vassallo si ferma al 2005. E Na1 sta bonificando le discariche, la Schiavi fra queste. Proprio accanto a Novambiente. «Ripristino ambientale con le nostre forze, captazione di biogas con la nostra Gesen». Il consorzio è in piena area Asi, dove imprenditori di Giugliano sono incappati in un pessimo affare: rifiuti tossici interrati nei suoli acquistati per capannoni. Tutto fermo. Vi sarebbero anche dei camion. «I Comuni ebbero a negoziare con me lo smaltimento dei rifiuti», riferisce il pentito, allargando lo spettro di complici e responsabilità. Come esempio, indica «i rifiuti dell´Acna di Cengio nella mia discarica. Una volta, venti bilici per circa 6.000 quintali». Anche le concerie di Santa Croce dalla Toscana hanno inondato Giugliano di veleni.
Vito Amendolara, direttore regionale di Coldiretti, rilancia le sue denunce. «È un disastro terribile. Giugliano è tra i primi poli agricoli, con tremila aziende e diecimila braccianti. Abbiamo ottenuto che la Regione stanziasse non più 70 milioni ma 800. Bonifica urgente, quindi». Ciliegie, pesche, melannurca, ortofrutta di qualità. Un tesoro da salvare, promette. E dove non è possibile? «Operazione No Food» Coltivare quindi prodotti che non si mangiano. Fiori, solo fiori dove la camorra «uccideva senza sparare».

 

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