Resit, bmcia la discarica: in fumo amianto e veleni

L'alllarme Incendio nella discarica tra Giugliano e Parete. Torna l'allarme roghi nell'hinterland e al confine con la provincia di Caserta
Il fenomeno Nello sversatoio ogni estate decine di incidenti
Il sospetto: si cerca di fare largo per depositare altra immondizia
15 giugno 2012 - Tonia Limatola
Fonte: Il Mattino

GIUGLIANO. Fiamme alte e fumo nero e intenso, va di nuovo a fuoco la Resit di via Santa Maria a Cubito. Comincia bene e come al solito la stagione estiva delle discariche che, per autocombustione o dolo (ancora da stabilire), continuano a produrre veleni nonostante gli allarmi lanciati da ambientalisti e cittadini. Niente di nuovo sotto al cielo della zona in cui concentra il maggior nume ro di discariche d`Italia (42 in 15 chilometri quadrati) e che ai primi caldi si trasforma in un girone infernale. Tré settimane fa, l`ultimo sopralluogo della commissione regionale Ecomafie e bonifica, pre sieduta da Antonio Amato, aveva lanciato l`ennesimo allarme sul rischio incendi.
Ieri per spegnere i quattro focolai di rifiuti urbani, residui di balle bruciate e amianto sparso qua e là, è stato necessario l`intervento di dieci automezzi su tutta la zona. Le fiamme si sono estese, seguendo la linea fitta delle sterpaglie come se fossero micce tra un sito e l`altro, anche alla vicina Masseria del Pozzo. Poi, il vento ha reso le operazioni ancora più difficili. Dall`allarme, scattato intomo alle 13, infatti, i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare sodo quasi fino al tramonto per sedare le fiamme. Il risultato? Quello che si vede e si sente, una volta arrivati sul posto fa paura: fumarole pestilenziali, cattivo odore di bruciato e larghe chiazze di bruciato anche tra i campi. Elementi che raccontano di un`emergenza continua, infinita,  a Giugiiano.
Cosi, gli ambientalisti rilanciano sulla necessità di mettere in sicurezza l`invaso di vla Santa Maria a Cubito, a pochi chilometri in linea d`aria dal mercato ortofrutticolo. All`interno del sito, nel 2006 andarono a fuoco centinaia di balle di rifiuti, i cui residui giacciono sotto una copertura di terreno all`interno della stessa area. «Se non siamo in grado di bonificare, almeno si parta con la messa in sicurezza - dice Lucia De Cicco, presidente dell`associazione Eco -. Ogni estate la Resit va a fuoco, mentre in inverno resta una brace perennemente accesa che produce enormi quantità di diossina». Intanto, gli interventi di messa in sicurezza devono essere autorizzati dalla Procura, che nel 2004 ha messo sotto sequestro il sito, nell`ambito dell`inchiesta a carico di Cipriano Chianese. All`interno della discarica, autorizzata per rifiuti urbani e speciali, secondo le dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo sarebbero interrati anche i rifiuti tossici, scaricati illegalmente secondo un metodo truffaldino che Legambiente definisce il giro di burla. «Uno scandalo ambientale al quale non si riesce a mettere fine - dice il commissario regionale dei Verdi ecologisti Francesco Emilio Borrelli - Bisognerebbe attivare una task force e pretendere interventi immediati». Il riferimento è all`annuncio di una catastrofe per il 2064. Secondo una relazione tecnica commissionata dai magistrati, i liquidi dei rifiuti stanno contaminando le falde acquifere. E fa discutere anche la decisione di chiudere alcuni pozzi utilizzati per irrigare i campi della zona. Intanto, per la bonifica sono stati stanziati 47 milioni di euro. E il sindaco Pianese ha sollecitato a più riprese il progetto regio naie di messa in sicurezza.

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