Balneazione, scontro sulle analisi del governo

Il ministero diffonde i dati del 2011: Campania maglia nera. Ma l'ARPAC nel 2012 situazione migliorata
14 giugno 2012 - ad.pa.
Fonte: Il Mattino

Dopo una polemica innescata da Legambiente due settimane fa, il ministero della Salute pubblica i dati generali sulla balneazione. Ed ecco la maglia nera per Campania, Abruzzo e Liguria per la qualità della acque, mentre quelle più pulite sono in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Basilicata Sicilia e Sardegna. È la fotografia scattata dal rapporto 2012 sui mari italiani. Ma i dati, paradossalmente, a stagione già avviata, si riferiscono all`estate scorsa, al 2011. Quando già i nuovi prelievi danno esiti positivi. Basti solo pensare a quel che accade a Portici dove, dopo 40 anni, tutto il litorale è ritornato di nuovo balneabile. E in generale il mare di Napoli è più pulito. Anzi, classificato in moltissimi punti come «eccellente» a guardare gli ultimi pubblicati dalla Regione, su rilievi Arpac. Con la sola eccezione del tratto compreso all`altezza di piazza Na2ario Sauro classificata come «buona» e il tratto San Giovanni a Teduccio (dopo Bacini Sebn)-Pietrarsa bollato come non balneabile. Sia chiaro, in totale, a guardare i dati la situazio ne non è delle migliori: su 469 chilometri di coste campane poco più di 200, tra interdizioni e inquinamento, risultano vietati ai tuffi. Ma sui chilometri di costa dove ci si può tuffare è scontro. E il problema è che i dati da un anno all`altro sono calcolati su parametri diversi. E quindi non comparabili.
Per il Ministero comunque la maglia nera, anche se fotografata al passato, rimane. Nelle regioni che registrano la qualità peggiore delle acque balneabili, la percentuale di non conformità ai valori obbligatori raggiunge il 2 per cento nel caso della Campania, Ã 1,70 in Abruzzo e 1`1,20 in Liguria, fanno notare dal ministero sulla base di due indicatori microbiologici, ovvero la presenza o meno dei batteri Enterococchi ed Escherichia coli.
«I dati sulle acque di balneazione commenta il ministro della Salute Renato Balduzzi - sono più che soddisfacenti: il miglioramento della qualità delle nostre acque continua. Inoltre, abbiamo le coste più con trollate d`Europa e ce ne vantiamo, perché questo diventa un marchio di qualità per il nostro Paese». A partire dal 2013, ha poi sottolineato Balduzzi, l`Italia avrà un nuovo sistema di valutazione:nel 2010 si è infatti iniziato ad applicare la nuova direttiva CE in base alla quale a seguito della valutazione sulla qualità delle acque di balneazione effettuata al termine di ogni stagione balneare, le acque saranno classificate nel 2013 in quattro classi, ovvero eccellente, buona, sufficiente e scarsa. Punta su quest`anno anche l`assessore regionale all`Ambiente Giovanni Romano: «In base ai risultati del 2012 si registra un trend di miglioramento. Sono solo i primi risultati di un lavoro che stiamo svolgendo che non contempla ancora gli interventi strutturali. Solo al termine dei quali si avrà un miglioramento definitivo.
Ma Legambiente da una lettura diversa dei dati e della tabelle presentate dal ministero. «Da una prima impressione risulterebbe attribuibile alla Campania il primato in termini di percentuale di costa non balneabile, ma per scarti dalle altre regioni particolarmente esigui, trattandosi di appena un 2 per cento di costa non balneabile. Come mai un cosi repentino miglioramento rispetto agli anni precedenti dove si riscontravano valori prossimi al 20 per cento? Si è verificato un miracolo?», si domanda retoricamente il responsabile scientìfico dell`associazione Giancarlo Chiavazzo. Poi risponde: «In realtà no, purtroppo. È semplicemente successo che quei tratti di costa che in passato risultavano puntualmente non balneabili sono stati esclusi dal monitoraggio e quindi non vengono messi in conto».

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