«Ignorato il nostro lavoro» Gli sprechi della differenziata

Lucarelli: Prodi si vantò, ma ora nominano altri esperti
24 gennaio 2008 - Fabrizio Geremicca
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
«Sono molto amareggiato. Abbiamo lavorato tutti intensamente per oltre un anno, rimettendoci soldi di tasca nostra, ma le raccomandazioni, gli studi e le audizioni che abbiamo formulato sono rimaste chiuse in qualche cassetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Eppure, Prodi presentò la conclusione dei nostri lavori con grande enfasi, in una conferenza-stampa che si tenne a Roma circa un anno fa. Lui stesso ci aveva nominati con un decreto, a settembre 2006».

Alberto Lucarelli, costituzionalista e presidente delle Assise di Napoli, uno dei due campani che hanno fatto parte della Commissione coordinata dal generale Roberto Iucci (l'altro è Maurizio Montalto), quella incaricata da Prodi di elaborare proposte, studi e raccomandazioni per uscire dall'emergenza rifiuti, racconta la storia di un fallimento. Quello di una struttura che il presidente del Consiglio aveva messo in piedi perché aiutasse la Campania e le altre regioni commissariate a voltare pagina rispetto alla crisi rifiuti.
Lucarelli, come funzionava la Commissione Iucci?
«Ci si incontrava due o tre volte a settimana, a Roma. Convocavamo esperti. Formulavamo documenti, proposte, pareri».
Quali ipotesi di soluzione emersero dal vostro lavoro?
«Affrontammo il nodo dei 6 milioni di ecoballe accumulatisi negli anni. Come noto, per legge, non potranno essere affidate a nessun inceneritore, se non saranno prima ritrattate. Oggi non sono che rifiuto imballato. Il problema è che ritrattarle costa moltissimo. Chiedemmo dunque di indire una gara per il recupero e lo smaltimento delle ecoballe tramite uno stanziamento di 240 milioni di euro. Le risorse, proponemmo ufficialmente, potevano essere recuperate destinando il contributo Cip/6 al ritrattamento delle ecoballe» Cosa è il Cip/6?
«Un finanziamento che lo Stato garantisce a chi produca energie da fonti alternative o ad esse assimilabili. Tra queste, incredibilmente, è contemplata l'energia elettrica prodotta tramite incenerimento dei rifiuti. Come fosse eolico o fotovoltaico. Diceva la commissione Iucci: i soldi che lo Stato versa ai gestori degli inceneritori siano destinati mettere a gara il ritrattamento delle ecoballe campane».
Non se ne è fatto nulla e i cubi di immondizia impacchettati sono ancora lì, tra Giugliano e Villaricca, mentre per la differenziata il Governo ha nominato altri 60 esperti a pagamento e la Regione un'altra squadra di tecnici. Quasi come se Lucarelli e gli altri non avessero mai prodotto nulla.
Quali altre idee avevate formulato e sono state ignorate?
«In una relazione ufficiale proponevamo l'adozione del sistema di raccolta differenziata porta a porta, in tutti i Comuni. Dagli studi e dalle audizioni che avevamo effettuato risultava chiaro che solo questo sistema garantisce risultati. Anche questa indicazione è rimasta lettera morta. Idem per le proposte relative allo smaltimento della percentuale di rifiuto residua, quella non riciclabile».
Cosa raccomandavate voi alle amministrazioni campane due anni fa?
«Ascoltammo Lorenzo Tomatis, oncologo di fama mondiale, scomparso pochi mesi fa, ed Ernesto Burgio, vicepresidente nazionale dell'associazione Medici per l'ambiente. Ci spiegarono che studi recenti mettono in luce la particolare nocività delle nanoparticelle prodotte, tra l'altro, dalla combustione dei rifiuti negli inceneritori, compresi quelli di ultima generazione. Federico Valerio, direttore del dipartimento di Chimica Ambientale dell'Istituto tumori di Genova, relazionò circa le alternative agli inceneritori ed ai gassificatori, che esistono e sono gli impianti di trattamento meccanico biologico. Relazionammo anche su questo, ma non trovo traccia alcuna del nostro lavoro, nei provvedimenti che il governo, il Commissariato e le amministrazioni locali discutono in questi giorni di crisi rinnovata. Il piano rifiuti regionale, come pure i progetti dei commissari che si sono susseguiti negli ultimi anni, puntano solo sulle discariche e sui termovalorizzatori. Quanto alla differenziata, le amministrazioni che adottano il sistema porta a porta sono ancora pochissime e non sono stati realizzati gli impianti di compostaggio, dei quali pure sottolineavamo l'assoluta necessità».
Insomma, avete perso tempo. E ora il ministro Pecoraro Scanio incarica l'Anci di inviare 60 esperti in Campania, per assistere le amministrazioni locali nella predisposizione dei piani per la differenziata. L'operazione costerà 3 milioni di euro in tre anni e prevede anche un piano di comunicazione, a partire dalla scuola. Cosa ne pensa?
«Basterebbe applicare le normative italiane ed europee, approvate da anni, per raggiungere una raccolta differenziata decente. Sempre che, ovviamente, ci sia la volontà di farlo. Ciò detto, auguro ai 60, di tutto cuore, che i loro suggerimenti abbiano fortuna migliore, rispetto a quelli che la Commissione Iucci ha formulato invano per un anno intero».
Insomma, incredibilmente il Governo sembra aver azzerato un lavoro già svolto per ordinarne uno nuovo ad altri esperti. Tanto che ieri la parlamentare Udc Erminia Mazzoni ha polemizzato con Pecoraro Scanio chiedendo che senso abbia spendere altri soldi per informare i cittadini sulla differenziata.

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