Aumenta rinmondizia ma si differenzia di più

9 giugno 2012 - Giuseppe Silvestre
Fonte: Il Denaro

CRESCE la produzione nazionale dì rifiuti urbani, di pari passo con l`aumento del Prodotto interno Lordo e delle spese delle famiglie, Nel 2010, infatti, la produzione di rifiuti ha raggiunto i 32,5 milioni di tonnellate, 1,1 percento in più rispetto all`anno precedente. In conirotendenza, quindi, rispetto alla leggera contrazione registrata nel corso degli anni passati. Lo rende noto l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) attraverso il Rapporto rifiuti urbani 2012, presentato venerdì a Roma. Sono le Regioni del Centro a registrare l`aumento più significativo (più 1,9 per cento), seguite da quelle settentrionali (più 1,3) e meridionali (più 0,4). E` l`Emilia Romagna, con 677 kg di rifiuti prodotti prò capite, la Regione con la maggior produzione; seguono laloscana (con 670 kg per abitante), la Val D`Aosta (623 kg), la Liguria (613 kg) e il Lazio (599 kg). La Campania, da tempo tra le regioni italiane più in difficoltà per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani, produce sempre di più: sono 478 i kg prodotti da ogni cittadino nel 2010, 11 in più rispetto al 2009.
Nel 2010 l`Italia non ha solo prodotto ma anche differenziato i suoi rifiuti. Al Nord è stato il Veneto la regione più attiva nella raccolta differenziata, con una percentuale del 58,7 per cento (più 1,2 per cento rispetto al 2009), seguita da Trentino Alto Adige (57,9 per cento e una posizione stabile) e Piemonte (50,7 per cento). Al Centro è la regione Marche a primeggiare, con un 39,2 per cento e una crescita del valore del 9,5 per cento. Ai Sud la raccolta differenziata in Campania si attesta al 32,7 per cento, con picchi superiori al 50 per cento a Salemo (55,2 per cento) e un buon 50 per cento ad Avellino. Il capoluogo di regione, Napoli, nonostante l`emergenza rifiuti, ha raggiunto il 26,1 per cento, a dispetto del 24,4 per cento del 2009.
Dimuniscono i rifiuti smaltiti in discarica. Il numero delle discariche per rifiuti non pericolosi nel 2010, è pari 211, 18 in meno del 2009; a chiudere sono soprattutto le discariche di piccole dimensioni a vantaggio di grandi impianti a servizio di aree geografiche più estese. Il numero degli impianti operativi è diminuito di 9 unità al Nord e 10 al Sud, mentre al Centro si registra un impianto in più rispetto al 2009. Dall`entrata in vigore del decreto legislativo 36/2003, che ha completamente ridisegnato il quadro impiantistico nazionale, recependo gli stringenti requisiti tecnici imposti daña normativa europea, hanno chiuso, in Italia 263 discariche, l'82 per cento delle quali al Sud (215 unità), 37 al Nord e al Centro.

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