In ritardo il piano differenziata e il porta a porta

Il Comune non versa i soldi fermi gli investimenti in Asìa

Stop alla tabella di marcia dopo l'arrivo dei 43 milioni: quel denaro viene al momento impiegato per coprire le spese correnti
8 giugno 2012 - Conchita Sannino
Fonte: Repubblica Napoli

ERA stato indicato come il traguardo da cui decollare, una "ricapitalizzazione" utile a svoltare, ossigeno indispensabile ad Asia per promuovere investimenti sulla raccolta differenziata e il "porta a porta". Invece, sei mesi dopo l`arrivo dei 43 milioni di euro nel caveau della partecipata, si scopre che la tabella di marcia è fermae quel denaro viene temporaneamente impiegato (distratto) per coprire le spese correnti.
Motivo? Il Comune, in preda alle note sofferenze economiche, ha saltato due mesi di "canone" dovuto ad Asia, ha decurtato quello successivo, accumulando gravi ritardi. Decisivi per il cammino in salita dell`azienda. Significativo un dato tra gli altri: il solo meccanismo del "porta a porta" entro il 2012 doveva coinvolgere «almeno 500 mila napoletani». Oggi è inchiodato a meno della metà, 230 mila.
I conti. Mancano alle casse dellapartecipataoltre33 milioni. Per "pattuizione", ogni mese il Comune deve passare 14,5 milioni all`Asia, azienda tral`altro ancora sprovvista di un formale contratto di servizio conl`ente azionista, che in questo replica una mancanza che si trascina dal 2000, Per Palazzo San Giacomo il 2012 comincia male: non versa adAsla ne il canone di gennaio, ne quello di febbraio. Sono i primi 29 milioni «non pervenuti», ai quali si aggiunge il taglio di marzo: arrivano solo 9 milioni invece dei 14,5. Ad aprile, toma il canone per intero. A maggio, 1 milione in più. Ma, per i prossimi mesi, si annunciano altre carenze. Ecco perché con il gruzzolo dei 43 milioni della ricapitalizzazionesistannopagando stipendi, carburante, assicurazione, manutenzione dei mezzi e oneri finanziari. Il contrario di quanto era disposto all`erogazione: l`acquisto di attrezzature, bidoncini, camion e perfino parte degli impiantì di compostaggio. Anche quelli, non ancora pervenuti.
L`ultimo sos è partito da Asia settegiornifa.Corrispondenzariservata. Sappiate che stiamo usando il mutuo per la «continuità aziendale», scrivono dall`azienda. Tradotto: per la sopravvivenza. Avviso doveroso, visto che ogni erogazione si lega al raggiungimento del "bene-investìmento". È già la terza lettera indirizzata al Comune. Che non ha ancora dato risposte. A tutto questo si aggiunge il robusto debito dell`epoca lervolino. Palazzo San Giacomo deve ad Asia, per canoni non corrisposti, ben 170 milioni.
Rispetto a tali difficoltà, ogni segmento del "riciclo" va a rilento, gliinvestimentistrutturalinon sono possibili. La tabella di marcia interna ambiva a un livello di differenziata, per la fine del 2012, del 34%, tré punti sotto Milano: Napoli invece tocca oggi, e solo dopo importanti sforzi compiuti da Comune e da Asia, il 24,6 per cento, dato di maggio, registrato da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Nonsolo. Sul "porta a porta", il Comune aveva esplicitato l`obiettivo a settembre: «Dal gennaio 2012 partiremo con l`obiettìvo di 500 mila cittadini serviti». Masiamo ameno della metà. Forse, per dicembre, se ne potrebbero aggiungere altri 100 mila.
Innegabili passi avanti, registrati nell`ultimo anno, sono stati possibili grazie a un ulteriore indebitamento, e quindi ad altre rate di interessi. Che, alla fine dell`anno, producono per Asia un volume di ben 5 milioni di soli oneri finanziari. Non è l'unica voce sorprendente nel bilancio dell`azienda. Basti pensare a questo autentico paradosso: più cresce la differenziata a Napoli, più i conti di Asìas offrono, visto che ha l`obbligo di smaltire la frazione organica e che in Campania non c`è l`impianto di compostaggio. Così se fino all`anno scorso, Asia pagava 5 milioni per trasferire circa 24 mila tonnellate di umido, oggi deve versare 7 milioni per mandare fuori 35mila tonnellate. Essere virtuosi costa di più? Sembra di sì. Ecco perché As`iaha chiesto al Comune; «Pagate voi lo smaltimento della frazione organica. Ciò che il Comune risparmia sulla riduzione di rifiuti che vanno in discarica, lo versa per smaltire l`umido».
Come risolvere questo corto circuito? E con quali risorse proseguire sul solco della Rivoluzione rifiuti zero? I vertici di Asìa, interpellati da Repubblica, rinviano al Comune ogni eventuale spiegazione.

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