«Termovalorizzatore alla Regione? Quei fondi servono per lo sviluppo»

Duro il governatore: i soldi necessari per concludere grandi opere e creare lavoro
6 giugno 2012 - re.cro.
Fonte: Il Mattino

«Oltre 355 milioni che vengono impiegati per un acquisto, ma che non hanno effetto, non creano alcun posto di lavoro, non aprono un cantiere, non producono ricchezza»: è duro il presidente della Regione Stefano Caldoro in merito alla questione deltermovalorizzatore di Acerra pagato, direttamente alla Impregilo, da parte del ministero dello Sviluppo economico, con i Pas regionali. Quelle stesse risorse, ha sottolineato il governatore, «le abbiamo chieste per poter chiudere i nostri cantieri aperti, per l`Ospedale del Mare, la metropolitana. Potevano creare sviluppo e occupazione - ha aggiunto Quella cassa serviva per i ritardi nei pagamenti ed evitare una ulteriore crisi». Caldoro spiega anche le ragioni del ricorso contro l`imposizione del governo: giusto pagare Impregilo ma «la vecchia legge prevedeva che questi fondi fossero del Fas nazionale. La nostra contrarietà - ha concluso - è all`utilizzo dei Fas regionali». L`altro giorno il governatore ha parlato con il commissario europeo Haan che ha ribadito l`efficacia del piano dei fondi della Campania. Per questo, invece del viaggio a Bruxelles, ieri Caldoro ha preferito deviare su Roma per seguire da vicino l`andamento del decreto sviluppo.
E proprio in Aula arriva la lettera che un gruppo di parlamentari campani del Pdl, primo firmatario Paolo Russo, hanno indirizzato al presidente del gruppo Fabrizio Cicchitto ricordando come la regione, attraverso la perdita dei 355 milioni, sia così fortemente penalizzata nella capacità di spesa. «Da qui la necessità di scongiurare quella che si prefigura come una vera e propria rapina ad un territòrio già fortemente penalizzato. È per questornotìvo, infatti, che bisognerà sostenere l`emendamento presentato per cancellare la norma che autorizza l`intera procedura».
Intanto incombe la multa dell`Europa. La prossima settimana i commissari europei saranno a Roma, al ministero dell`Ambiente, per verificare i passi avanti della Campania sul fronte rifiuti e decidere sulla procedura di messa in mora. Ad annunciare rincontro nella capitale è l`assessore regionale Giovanni Romano.
Dall`esponente della giunta Caldoro è stato espresso l`auspicio che i commissari europei «ci valutino con la stessa onestà intellettuale che hanno avuto fino ad ora. In loro - ha aggiunto Romano - abbiamo trovato grande disponibilità a verificare che alle intenzioni stiamo facendo seguire i fatti». Sul tavolo, Romano, come spiegato, porterà «i risultati concreti» conseguiti in questi mesi: il miglioramento della raccolta differenziata che, come detto, nel 2011 a livello regionale ha raggiunto il 40 per cento, percentuale in crescita nel 2012; l`avanzamento dei tré impianti di compostaggio di San Tammaro, Giffoni Valle Piana ed Eboli pronto fra 40 giorni; le gare per la gestione degli Stir; il cammino di «dialogo e condivisione» con le popolazioni e i Comuni della zona di Giugliano per lo smaltimento dei 6 milioni di tonnellate di rifiuti fuori terra che, come spiegato dall`assessore Romano, «rappresentano uno dei punti della sentenza dell`Unione europea e che non è possibile smaltire se non attraverso la combustione».
Sul fronte della differenziata, inoltre, Romano ha annunciato che dei 150 milioni di Fondi Fas per il ciclo rifiuti, anticipati dalla Regione, 50 milioni saranno destinati ai Comuni per «migliorare e implementare i sistemi di raccolta differenziata». Per l`erogazione, si attende la verifica dei tetti di spesa, ma «entro l`estate» i fondi potranno essere dati alle amministrazioni locali.
E mentre si attende il verdetto dell`Ue, il Comune di Napoli si fa avanti con un progetto di ecodistretto alternativo a discariche e inceneritori «dove sia possibile trattare la frazione umida, gli ingombranti e le frazioni di raccolta differenziata dando un contributo straordinario alla filiera complessiva di impianti di cui ha bisogno la Campania». Ad annunciarlo è il vicesindaco Tommaso Sodano, assicurando che il progetto sarà presentato a breve. «Sin dal primo momento - ricorda Sodano - abbiamo espresso la nostranosizinne sulla vicenda dell`inceneritore e il fatto che l`unico gruppo imprenditoriale che aveva avanzato una proposta si sia tirato indietro probabilmente significa che sta cambiando il vento anche nel nostro Paese». L`alternativa all`incenerimento e alle discariche, ribadisce Sodano «c`è e noi lo abbiamo sempre detto. Abbiamo un piano alternativo fatto da una serie di impianti. È chiaro che la città di Napoli si candida ad averne alcuni. Abbiamo già approvato una delibera per un digestore anaerobico in città, ne vorremmo realizzare tré. Oltre a questo, abbiamo un piano di atti concreti per fare un ecpdistretto nella dttà di Napoli», conclude.

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