Le cifre Contenzioso di 13 milioni Danno forfait anche i candidati al collegio sindacale

Troppi i debiti manager in foga dalla ditta rifiuti

A Quarto città assediata dai clan in sei mesi hanno rinunciato in cinque
4 giugno 2012 - Alessandro Napolitano
Fonte: Il Mattino

QUARTO. Una poltrona sulla quale nessuno vuole sedersi, nonostante si tratti di un posto di comando, con imo stipendio di poco inferiore ai ÇÎò³²à euro all`anno. È quella dell`amministratore unico della Quarto Multiservizi, società per azioni che si occupa della raccolta dei rifiuti. Negli ultimi sei mesi sono stati in cinque a rinunciare all`incarico - l`ultimo a fine maggio - nonostante avessero partecipato albando di selezione. Il «mistero» sui motivi che hanno indotto professionisti ed esperti di contabilità a non accettare la nomina non è poi tanto impenetrabile. Conti disastrati, un contenzioso con il comune di oltre 13 milioni di euro, bilanci non approvati da ben quattro anni. E poi Quarto è da anni una città assediata dai clan, traabusiediliziebusiness anche legati ai rifiuti. La situazione della Quarto Multiservizi, in pratica, ima volta nota a chi ha partecipato alla selezione, awebbe poi fatto scappare a gambe levate i diversi vincitori. Un «carrozzone» che da oltre dieci anni è sotto accusa da tutti i fronti politici per gli altìssimi costi di gestione, ma che non si può buttare giù da un giorno all`altro. Trascinerebbe anche lo stesso comune che ne è socio unico, ma anche unico «datore di lavoro». Secondo i conti della società l`ente locale avrebbe debiti nei suoi confronti per oltre 13 milioni di euro. Secondo via De Nicola, invece, non sarebbero superiori ai 5 milioni. Un divario insanabile e che nessuno vuole tentare di azzerare.
Sul finire del 2011 il sindaco Massimo Carandente Giarrusso, dopo aver visionato gli esiti di un'ennesima relazione contabile, ha comunicato la sua intenzione di avviare l`azienda - che ha settanta dipendenti - verso ima procedura di fallimento «pilotato». Sulla poltrona che scotta è seduto l'amministratore unico Claudio Crivaro, con una lettera di dimissioni tra le mani firmata in data 30 dicembre. «In pochi giorni nomineremo il successore - garantiva il primo cittadino al momento del forfait - che avrà un compito difficile: accertare definitivamente lo stato economico della società e accertare ilpasso successivo da compiere». Quel posto, però, nonio vuole prendere nessuno. Il 30 maggio il Comune è stato costretto a lanciare un`altra selezione visto le «numerose mancate accettazioni all`incarico da parte di candidati selezionati», così come ha scritto il capo sezione Ambiente, Franco Angari. Non ci sono soltanto i cinque «rinunciatari» che ambivano alla nomina di amministratore unico. Altri tre candidati hanno dato forfait per l`incarico nel collegio sindacale. Le paradossali e numerose rinunce hanno scatenato anche il consiglio comunale, con attacchi al sindaco praticamente bipartisan. A chiedere spiegazioni, anche in merito ai criteri di formazione delle graduatorie, è il capogruppo del PdAntonio Sabino. Parla di scarsa trasparenza, invece, Luigi Esposito, ex capogruppo Pdl.

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