Il crac È di 54 milioni il passivo di Enerambiente La società véneta aveva lavorato con l`Asìa

Enerambiente, blitz della Finanza in una banca di Venezia

L inchiesta
Le indagini sulla bancarotta fanno scoprire flussi di denaro sui conti del patron Gavioli
30 maggio 2012 - l.d.g.
Fonte: Il Mattino

Blitz della Procura di Napoli a Venezia. È stata la pg della Guardia di Finanza abussare alle porte dell`istituto di credito cooperativo, nel corso di un nuovo filone investigativo nato dal fallimento di Enerambiente, la società dichiarata fallita qualche mese fa dalla settima sezione del Tribunale di Napoli.
Un blitz, perquisizioni e sequestri. Al lavoro il pm Ida Teresi, che sta passando al setaccio i conti - e le presunte coperture creditizie - di Enerambiente, società per anni in servizio a Napoli, legata da rapporti contrattuali con la municipalizzata Asia. Dalla raccolta dei rifiuti in città, alle banche d`affari a Venezia, c`è unaipotesiinvestigativa:cisarebbero flussi finanziari erogati a favore di Stefano Gavioli, ex patron di Enerambiente, si indaga per un`ipotesi di bancarotta preferenziale.
Lo sfondo, neanche a dirlo, è nelle pieghe della sentenza della settima sezione fallimentare. Insolvenza, un passivo di 54 milioni di euro, il crac. E le indagini che portano a Venezia. La storia è nota: Enerambiente è stata la principale fomitrice di mezzi e manodopera per Asia, municipalizzata di Palazzo San Giacomo nata per raccogliere e differenziare rifiuti ed è al centro di un`inchiesta su ipotesi ditangenti in cambio di appalti. Uno sbocco inevitabile quello del fallimento, almeno alla luce di quanto ricostruito e accertato dagli inquirenti napoletani. Si parte da un passivo di 54 milioni di euro, si scava nei rapporti intrecciati da Enerambiente con Asia, ma anche conle coop dilavoratori in campo ecologico. Perché tanta insolvenza? Ci sono state distrazioni pilotate? Quanto regge l`ipotesibancarotta? Domande che spetta ai pm approfondire, in uno scenario che fino a questo momento ha riguardato il ruolo di Faggiano .Difeso dai penalistiAgostino De Caro e Stefano Montone, Faggiano è stato scarcerato dopo sette mesi di cella a Poggioreale. Inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Gianni Melillo, al lavoro i pm Danilo De Simone, Luigi Santulli, Maria Sepe, la stessa Ida Teresi, si scava sul retroterra dei rapporti di Faggiano e Gavioli. Sotto i riflettori, il rapporto con le banche, la presunta distrazione di milioni di euro macinati aNapoli negli anni dell`emergenza rifiuti.

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