Termovalorizzatore, A2A rinuncia: multa vicina

Salta un altro punto del piano per evitare la sanzione dell`Ue. L'azienda: manca la volontà politica
1 giugno 2012 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

A2a non farà il termovalorizzatore di Napoli est perché il sindaco De Magistris è contrario. La gara, quindi, è virtualmente stoppata per mancanze di offerte: oggi il commissario Carotenuto invierà la sua relazione al governatore Caldoro che gli aveva affidato l`incarico. In queste ore sta valutando se considerare l`appalto chiuso o sospeso, ma di fatto bisognerà dire all`Europa che la Campania non avrà, almeno in tempi ragionevolmente contenuti, un impianto dove bruciare le 400 mila tonnellate all`anno che il piano regionale destinava all`inceneritore. Cade così un altro pilastro del piano inviato alla commissione che entro il 26 giugno dovrà decidere se bloccare la procedura d`infrazione nei nostri confronti. E non è il primo. Nelle settimane scorse i magistrati avevano formalmente notificato alla Sapna la perizia sulla discarica di Chiaiano: l`ingegnere Luigi Boeri ha evidenziato la fragilità strutturale della discarica, realizzata frettolosamente e male, impermeabilizzata peggio, a rischio di frana lungo i costoni. Il sito quindi non potrà riaprire mentre la road map inviata alla Uè prevedeva di fargli ancoraingoiare 150mila tonnellate di spazzatura. Che ora non hanno una destinazione.
Se si considera che Bruxelles ci aveva chiesto fatti concreti e che la situazione resta invece invariata rispetto al mese si gennaio, datadell`ultimatum, risulta evidente che la multa si avvicina: potremmo essere costretti a sborsare fino a 526 mila euro al giorno, 191 milioni all`anno. Una cifra insostenibile ner il bilancio regionale. Ma il ministro Clini nei giorni scorsiha praticamente escludeso che il pevo dell`eventuale contravvenzione possa essere fatto ricadere su tutto il Paese.
Trovare una via d`uscita non sarà facile. La A2a era infatti l`unica azienda partecipante al dialogo competitivo, il 23 maggio ha presentato il piano economico-finanziario privo dell`aasseveramento», cioè della garanzia, bancaria, aggiungendo una frase sibillina sulla «non definita» programmazione delle istituzioni locali in merito all`impianto da realizzare. Carotenuto ha chiesto chiarimenti e in risposta ha avuto una mail nella quale si spiega: «La programmazione e la realizzazione di un progetto complesso qual è un termovalorizzatore non possono prescindere dall`assenso degli enti istituzionali interessati all`iniziativa, nel caso specifico la Regione in quanto responsabile del piano regionale dei rifiuti e stazione appaltante, nonché del Comune di Napoli in quanto Comune ospitante l`impianto e preposto al rilascio di specifiche autorizzazioni». In sostanza senza il sì di de Magistris il rischio d`impresa diventa troppo alto. E quel sì, è del tutto evidente, non arriverà mai. Il sindaco ha infatti più volte sottolineato la sua opposizione alla realizzazione del`impianto. Nell`area dove la Regione prevede l`inceneritore il Comune vorrebbe realizzare uno dei tre impianti di compostaggio e separazione meccanica che, a suo parere, dovrebbero risolvere il problema rifiuti a Napoli, mentre un incenerito rè si dovrebbe costruire a Giugliano per bruciare i sei milioni di balle che ancora infestano la Campania. Ma anche quest`operazione non sarà facile: le balle sono in parte del parte della Fibe e nessuno dei due ha intenzione di sborsare una lira per distruggerla. Ai siti si compostaggio, invece, dovrebbe finire la frazione umida derivante dalla raccolta differenziata che nelle intenzioni dell`amministrazione comunale dovrebbe arrivare al 70 per cento. Attualmente si viaggia intomo al 25 per cento e i rifiuti vengono spediti in Olanda e nel resto d`Italia. Ma anche questa soluzione è ad alto rischio: il 16 giugno, infatti, il consiglio di Stato dovrà decidere se quelli provenienti dagli Stir sono rifiuti speciali e possono quindi viaggiare al di fuori dell` accordo tra regio ni, o sono semplicemente spazzatura che per essere smaltita ha bisogno del sì della Regione che li riceve. Una decisione più volte rinviata. Tra sedici giorni, però, sarà difficile (ma non impossibile) trovare il modo di procrastinare ancora la sentenza: da un anno i monnezza tour sono possibili proprio perché il tribunale amministrativo ha evitato di pronunciarsi chiedendo lumi al ministero per l'ambiente che a sua volta si è rivolto all`Ispra (istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale). Alla fine forse qualcuno si deciderà a decidere.

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