Russo; «Rifiuti impacchettcrtL spesi 240 milioni»

IL PARLAMENTARE DEL PDL: «CON I CAMION SI POTREBBE COPRIRE LA DISTANZA TRA NAPOLI E OSLO»
9 maggio 2012 - claspa
Fonte: Roma

NAPOLI. «Il costo di stoccaggio della prima ecoballa depositata in Campania intorno al 2001 nel corso della lunga emergenza rifiuti ammonta fino ad oggi a circa 40 euro. E se tutte le ecoballe, che sono circa 5 milioni e 850mila, dovessero rimanere a terra per circa 11 anni occorrerebbe spendere più di 240 milioni di euro». È questo il dato fornito, come esempio dall`onorevole Paolo Russo, membro della commissione parlamentare di inchiesta connessi al ciclo dei rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella, che è stata in Campania per una serie di sopralluoghi ai siti di stoccaggio. Per rimuovere tutte le ecoballe, stoccate tra il 2001 e il 2008, ha stimato ancora il presidente della commissione Agricoltura della Camera, dai circa trenta siti dislocati sul territorio campano, occorrerebbero tanti di quei tir «che potrebbero coprire, messi in fila, la distanza che c`è tra Napoli ed Oslo», con costi altissimi. Delle sei milioni di tonnellate presenti, circa un terzo è in discussione perché potrebbe essere materiale della Fibe, ma non sono certo due milioni di tonnellate a fare la differenza. E così, eliminato il primo passaggio, quello dei rifiuti in strada, viene scoperto il grosso problema che c`è alle spalle, segnato da una sorta di immobilismo più che decennale. «Ð grosso rammarico di questo lavoro svolto in Campania dichiara ancora Russo - è che non ci sono novità ne sulle ecoballe, ne sulle bonifiche. Quando la prima emergenza viene risolta, le altre diventano oggetto di pia considerazione». La situazione resta complessa, perché c`è da determinare sia la proprietà delle ecoballe che quella di alcuni terreni, per cui ci sono dei contenziosi in corso. D`altra parte, prima che si rivelasse che le ecoballe non sono preziose fonti di energia, erano accettate dalle banche come prestiti. Quindi, liberarsene oggi rappresenta sia un problema tecnico che burocratico. La proposta di Russo è quella di adeguare un impianto dedicato appositamente a questo tipologia di rifiuto, prevalentemente più secco rispetto agli altri e quindi più facilmente infiammabile, anche per prevenire. Più si fa raccolta differenziata e più avremmo potuto dedicare delle linee a quelle ecoballe, «anche se muoverle è un`impresa titanica». La linea dedicata allo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla differenziata è individuabile all`interno del termovalorizzatore di Acerra, ma, come si diceva, i tempi resterebbero biblici.

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