«Compost, nuovo schiaffo a Scampia»

6 maggio 2012 - Valentina Noviello
Fonte: Giornale di Napoli

«Se a Chiaia, al Vomero e al centro storico si spinge per le Ztl e le isole pedonali per rendere l`aria respirabile, e ciò non dispiace, nell`area Nord della città ci sarà la puzza che caratterizza gli impianti di compostaggio. Dopo Chiaiano, sacrificata per la discarica cittadina, per l`area nord di Napoli ancora una mortificazione, uno schiaffo a quella minima possibilità di rinascita sociale che ancora anima chi non si rassegna. Un impianto di compostaggio da trentamila tonnellate annue da realizzare a Scampia, a pochi passi dalle residenze dei cittadini del quartiere non è una bella notizia per chi abita in questa periferia». Così il coordinatore cittadino di Futuro e Libertà, Raffaele Ambrosino. «Non mi pare che il sindaco in campagna elettorale avesse promesso questo ai cittadini di Scampia. Il primo cittadino ha il dovere di dichiarare quale è il suo piano strategico per l`area nord della città. A Scampia sono passati sindacati, presidenti della Repubblica e pontefici, ma nulla è realmente cambiato. Non basta la prossima realizzazione di una sede dell`università, una goccia d`acqua nel deserto, servono investimenti pubblici e privati, una precisa progettualità e il totale controllo dello Stato sul quel territorio, anche con la presenza dell`Esercito. Se l`area est, l`area ovest e lo stesso centro storico della città sono oggetto di un vivace dibattito politico e progettuale, benché questo abbia portato a ben poco, l`area Nord, primatista di promesse mancate, è la vera »cenerentola« della politica locale, il ghetto di questa metropoli che si è allargata nel giro di pochi anni anche ai comuni adiacenti». È di pochi giorni fa la notizia del sequestro di un impianto di compost in provincia di Torino. Funzionari dell`Arpa, l`agenzia della Regione di protezione ambientale, della procura e della Provincia si sono presentati ai cancelli dell`ex punto ambiente per un sequestro preventivo dell`impianto al centro di polemiche per gli odori che emana. La struttura, aperta nel 2009, si occupava di trasformare la frazione organica dei rifiuti urbani e di sostanze organiche vegetali in compost da impiegare nei terreni. Negli ultimi due anni è stato più volte individuato come uno dei responsabili degli odori che hanno contaminato l`aria di Torino, oltre che di Pianezza, Collegno, la stessa Druento e Venaria. Tanto che dopo le petizioni dei residenti e gli esposti, la Provincia ha più che dimezzato la quantità di rifiuti gestibile dall`ex punto ambiente. La Cidiu ha poi deciso di procedere alla chiusura e alla ristrutturazione dell`impianto, cercando così di eliminare del tutto gli odori. Ed è alla luce della decisione di cessare l`attività che non si comprende la scelta della procura di sequestrare l`impianto. Le ragioni? Alcuni rilevamenti rispetto al compost prodotto svolti dall`Arpa indicano un superamento dei limiti di inerti e di acidità del prodotto. Sulla base di questo la procura è intervenuta, anche se questi superamenti non dovrebbero avere effetti nocivi di alcun tipo. Compost e cattivo odore è un connubio purtroppo sempre più frequente. In provincia di Lucca, a Viareggio, per esempio, qualche mese fa è stata proprio l`Arpat a denunciare i cattivi odori nell`aria che derivavano proprio dall`impianto di compostaggio di Risorse La Morina. Le verifiche Arpat VersiUà confermarono che La Morina, che trattava i rifiuti verdi a cielo aperto nel- le vicinanze del centro abitato, operava comunque in ottemperanza delle prescrizioni indicate al momento dell`autorizzazione. Comunque il primo intervento suggerito dall`Arpat al sindaco di Viareggio consisteva nella riduzione temporanea dell`attività Sea, in modo da limitare anche i cattivi odori.

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