Ambiente. La Commissione attende per giugno il piano sulla gestione, in ballo 300 milioni che Bruxelles potrebbe bloccare

Stretta Ue sui rifiuti campani

Entro maggio tre delle cinque province senza discarica: un`altra emergenza in vista
5 maggio 2012 - Vera Viola
Fonte: Denaro

NAPOLI «Abbiamo ricevuto dall`Italia il programma per la gestione dei rifiuti in Campania e lo stiamo esaminando». Ha detto l`altro giorno Joe Hennon, portavoce del commissario europeo all`Ambiente Janez Potocnik. «Attendiamo - ha aggiunto una versione finale per fine di giugno. Le autorità italiane saranno obbligate a presentare ogni tre mesi alla Commissione europea un rapporto, per permettere a Bruxelles di fare un monitoraggio sull`attuazione delle misure e la realizzazione del piano concordato». In altre parole, Bruxelles non si fida e marca stretto la regione. Il «Programma attuativo per la gestione del periodo transitorio 2012-2016» era stato inviato a Bruxelles in aprile, nel tentativo di interloquire con i rappresentanti della Ue ed evitare che la procedura d`infrazione in atto contro l`Italia possa tradursi nel blocco definitivo di 300 milioni. Un piano con cui la regione Campaniadefiniscecome smaltirà i rifiuti in attesa che vengano realizzati investimenti strutturali, come per la costruzione di inceneritori.
Indiscrezioni sul testo, circolate nei giorni scorsi, aggiunte all`imminente esaurimento o indisponibilità di discariche hanno generato allarme. Si teme che la durata delle discariche attive possa essere prorogata; si teme anche che sipossaripiombare nell`emergenza rifiuti. Un dramma che i cittadini campani vorrebbero lasciarsi alle spalle.
Passi in avanti se ne sono fatti. Il risultato più significativo riguarda la raccolta differenziata al 40%. «La città diNapoli ha fatto progressi, ma il sistema resta fragile - ammette il sindaco di Napoli Luigi de Magistris - c`è molto lavoro da fare». E su questa fragilità ha riacceso i riflettori l`Unione europea che minaccia la sanzione. «Una sanzione oggi sarebbe ingiusta», commenta l`assessore regionale, Giovanni Romano.
Intanto in Campania ricominciano proteste e azioni di guerriglia. Il focolaio si è acceso a Pozzuoli, dove i comitati del «No» si oppongono con forza all`apertura della discarica di Castagnaro. «Il commissario straordinario alle discariche, Annunziato Vardè - spiega Romano - ha individuato 3mila cave da ricomporre. Castagnaro è tra quelle da riempire di frazione organica stabilizzata. Stiamo valutando la fattibilità. Non comprendo l`allarme». Poi aggiunge: «Chi impedisce la realizzazione di impianti non fa che alimentare i trasferimenti dei rifiuti e i costi dei trasporti». Parole che rimandano a problemi irrisolti, soprattutto di legalità e ordine pubblico: il trasporto di rifiuti su gomma resta spesso gestito da imprese legate alla camorra.
Da Pozzuoli alla discarica del Vesuvio. «Non resta che avviare la fase di chiusura e sigillatura», aggiunge Romano. Ma i cittadini sono preoccupati. Franco Matrone, portavoce della rete dei comitati Vesuviani denuncia: «Ilpercolato dovrebbe essere immesso in fogna, ma mancando un tratto di questa, viene smaltito a Lamezia Terme sostenendo un costo altissimo. Oggi la discarica produce una grande quantità di biogas che potrebbe essere trasformato in energia con gruppi elettrogeni, invece ne vengono bruciati 2.500 metri cubi l`ora. In cifre: buttiamo 1,2 milioni l`anno di soldi pubblici». Proteste anche a Chiaiano per la prevista riapertura di una discarica con poche tonnellate di capacità residua e su cui è in corso un`inchiesta della magistratura. Chiuse, per provvedimento dei giudici Sant`Arcangelo Trimonte nel Beneventano e per esaurimento lo sversatoio di Salerno. Per fine mese, tré delle cinque province campane rimarranno senza discarica. Prospettiva preoccupante in una regione che produce i milione e mezzo di tonnellate di rifiuti annui di cui óoomila tonnellate finiscono neltermovalorizzatore diAcerra e ben 525 nula circa nel 2012 sono da esportare. Il cui sistema è ancora troppo legato alle discariche. Troppo. Mentre la regione ripromette a Bruxelles i termo valizzatori a Salerno e Napoli, mentre il comune partenopeo è convinto che ciò non debba avvenire, sono in netto ritardo gli impianti di compostaggio. Solo Salerno ne ha realizzato uno. «Siamo in dirittura d`arrivo promette Romano - a Eboli, Giffoni e San Tammaro. Entro fine anno lavoreranno óomila tonnellate». Ma sul compostaggio le promesse non sono mai state mantenute. Si spera su Napoli.
IL CONTESTO Ogni anno 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti di cui 525mila sono da esportare
A Pozzuoli focolai di conflitto sul sito di Castagnaro

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