Riciclare conviene Ma in Italia siamo ancora indietro

In dieci anni il nostro Paese ha risparmiato 9,4 miliardi e ha evitato l'apertura di 325 nuove discariche. Tra le città virtuose Torino, Salerno e Novara. Roma fa fatica
18 aprile 2012 - M.Mas
Fonte: Unità

ROMA Tre milioni di tonnellate di rifiuti organici raccolti ogni anno e trasformati in un milione di tonnellate di compost, concime naturale, per due terzi destinato all`agricoltura e per un terzo alla floro-vivaistica. Negli impianti con batteri anaerobi c`è un di più con la produzione di biogas, ricavato dalla fermentazione dell`umido. Per i comuni italiani un costo in meno - quello dello smaltimento - e un beneficio per l`ambiente.
In un decennio - dal `99 al 2008 la raccolta differenziata dei soli materiali da imballaggio ha recuperato 38,8 milioni di tonnellate di plastica, vetro e metallo: una fila di 258mila camion che non ha preso la strada della discarica. Con un vantaggio economico per le amministrazioni locali, che hanno trasformato i rifiuti in oro: al 2010 il riciclo degli imballaggi ha fruttato 9,4 miliardi di euro, mettendo nel conto i 4,4 di smaltimento evitato e un risparmio di 63,3 milioni di tonnellate di Co2 non immesse nell`ambiente e non contabilizzate nel sistema internazionale. A spanne - stima Conai - è stata evitata l`apertura di 325 nuove discariche.
Legambiente ha stilato una lista delle amministrazioni locali che hanno imboccato questa strada virtuosa, raggiungendo l`obiettivo europeo del 60% di rifiuti riciclati con un anno d`anticipo, nel 2011: sono 1290, un settimo del totale. Ponte delle Alpi è il primo in classifica, ma si contano anche città di media grandezza, come Torino, Salerno e Novara. Ci sono regioni virtuose, come il Veneto che recupera il 65,6% dei rifiuti. Le grandi città, invece, arrancano. Milano è al 35%, ma sta sperimentando una buona raccolta dell`umido. Sperimentazioni di successo anche in alcuni quartieri di Napoli e Palermo.
Roma, invece, è ferma al 25,2 per cento e negli ultimi due anni è riuscita a guadagnare appena lo 0,52, nonostante la discarica di Malagrotta abbia superato da tempo i limiti di capacità e sia iniziata la via crucis per la localizzazione di nuovi siti di smaltimento. Nella capitale vigono cinque diversi sistemi di raccolta, ma dal 2008 è diminuito di 320 tonnellate persino il recupero della carta, quello che ha tradizioni più lontane. Merito di un metodo che in alcune zone associa i cassonetti ad un furgoncino per l`umido che dovrebbe passare ad orario, ma finisce per assomigliare a un gioco a guardia e ladri. Così si butta dove si può: nella carta per esempio. E gli obiettivi per la differenziata fluttuano lontani dal 60%: nel 2008 l`amministrazione capitolina puntava al 27%, nel 2009 al 21, nel 2010 al 24.
Per il sindaco Alemanno non ci sono le risorse per fare altrimenti - Legambiente lo ha appena diffidato, invocando la raccolta porta a porta. Eppure la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti in cinque anni è aumentata del 45%. Nel 2011 ai romani sono stati chiesti 708 milioni di euro e per l`anno in corso si potrebbe arrivare a 730. Senza che il servizio sia stato adeguato, anzi secondo l`Agenzia per il controllo dei servizi pubblici locali non ci sono stati miglioramenti «in termini di qualità del servizio e di risultati ambientali». Una bella fetta della tariffa rifiuti serve a coprire lo smaltimento in discarica, 116 milioni, mentre 183 vanno alla pulizia delle strade - e davvero non sembrerebbe. «Ama S.p.A. è il più grande operatore in Italia nella gestione integrata dei servizi ambientali», si legge nel sito dell`azienda che smaltisce i rifiuti della capitale. Non ha però un contratto di servizio, che non è più stato rinnovato dal 2006. Siva avanti in regime di proroga con i piani finanziari approvati dal Campidoglio.

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