La fabbrica chiuse i battenti nel `96. Ma per il sito napoletano nessun risarcimento causa prescrizione

«Amianto, indennizzi anche a Napoli»

Via alla mobilitazione A Bagnoli su 2336 operai 1045 morti per cancro
11 aprile 2012 - re.cro.
Fonte: Il Mattino

«La sentenza emessa ne lfebbraio scorso a Torino, che ha sancito la condanna nei padroni svizzeri e belgi del Gruppo Eternit, apre la strada - secondo il segretario generale della Fillea-Cgil Campania, Giovanni Sannino - ad una rinnovata lotta per assicurare la sicurezza sul lavoro e ritenere la salute delle persone la priorità assoluta». E così domani alle 15.30, nell`Istituto alberghiero Rossini in piazza Bagnoli, la Fillearegionale, la Cgil della Campania, la Camera dellavoro e l`associazione «Mai più amianto», terranno una tavola rotonda sul caso eternit, con la partecipazione del sindaco Luigi de Magistris, del senatore Felice Casson, vicepresidente del gruppo Pd, dello scrittore Mario Desiati, autore del libro «Ternitti», dell`avvocato Massimo Di Celmo, della consulta giuridica Cgil nazionale, di Nicola Pondrano della Cgil Piemonte, dei segretari generali Cgil di Napoli e Campania, Federico Libertino e Franco Tavella, del segretario generale nazionale della Fillea Walter Schiavella. I lavori saranno introdotti dal presidente dell`associazione «Mai più amianto» Paolo Giugliano. «I morti non possono essere trattati in maniera diversa: tutte le vittime degli stabilimenti Eternit, a Casale Monferrato come a Bagnoli, hanno pagato per la dissennata sete di profitto del Jean Louis De Cartier de Marchienne e di Stephan Schmidheiny. Perciò non ci rassegneremo alla prescrizione decisaaTorino e daremo ancorabattaglia», osserva Paolo Giugliano, presidente dell`associazione «Mai più amianto» che raccoglie 150 tra vittime ed eredi della Eternit di Bagnoli, all`indomani della sentenza emessa dal tribunale di Torino aveva annunciato che l`associazione avrebbe chiesto anche per gli ex operai di Napoli il riconoscimento del risarcimento deciso per gli stabilimenti di Cavagnolo e Casale Monferrato. «La sentenza - aggiunge Sannino non chiude una storia, la riapre con più vigore e più slancio. Lo scopo dell`iniziativa va in questa direzione, e vuole essere un ulteriore momento di riflessione e di valutazione, su quella che è stata ritenuta una ingiustizia e una iniquità, ovvero la decisione di ritenere prescritto il reato perla realtà di Bagnoli». Troppo vicini gli anni dell`amianto per metterci una pietra sopra. Dice Amedeo Scherillo, ex dipendente: «La vicenda di Bagnoli non deve essere dimenticata. Ho lavorato dal 47 al 67 alla Eternit, poi sono stato licenziato perché da collaudatore vedevo quello che succedeva e denunciavo. Andai anche in Svizzera dove c`era la sede principale dell`azienda e dove lavoravano tutti immigrati, per gli imprenditori erano degli scarti. Ho chiesto ripetutamente la bonifica a tutti gli amministratori. Non può finire così». I superstiti, gli eredi delle vittime, i soci dell`associazione e il presidente della municipalità Giorgio Di Francesco avevano seguito la lettura della sentenza a febbraio. Tra gli altri, erano costituiti come parte civile anche la Regione Campania (la decisione fu presa dalla giunta Bassolino). Quella della Eternit resta una ferita ancora aperta. Le cifre elaborate da sindacati e associazioni sono da brivido. I dipendenti dello stabilimento di Bagnoli dove si lavorava il materiale rivelatosi a elevatissimo rischio erano 2336. Di questi ne sono morti 1045: 134 per cancro al polmone, 9 per cancro alla laringe, 258 per asbertosi polmonari, 36 per mesoteliona pleurico, 29 per mesotelioma 29. Tra i soprawis suti 145 sono malati di asbestosi polmonare e 3 di mesotelioma pleurico. 

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