Rifiuti, idea trattamento a freddo

NUOVA SVOLTA SUL PORTA A PORTA. IL COMUNE STANZIA 8 MILIONI. SODANO: «PRESTO PARTIREMO ANCHE A SAN PIETRO A PATIERNO E PIANURA ARRIVANDO A 800MILA ABITANTI SERVITI»
7 aprile 2012 - Mariano Rotondo
Fonte: Roma

La Regione apre gli orizzonti al trattamento meccanico biologico a freddo, uno degli impianti che gli ambientalisti hanno da sempre proposto in luogo dei termovalorizzatori. Al momento si tratta soltanto di una valutazione, avvenuta in gran segreto, di una prova con cui attraverso un sopralluogo si è tentato di capire se nell`area del depuratore regionale di Napoli Est può sorgere o meno il dispositivo che "brucia" i rifiuti mediante temperature molto basse anziché incenerirle con il fuoco. Ed ieri, in via De Roberto a Ponticelli, alcuni tecnici incaricati dalla Regione si sono proprio recati laddove dovrebbe nascere l`inceneritore della discordia. Sono state prese misure, considerate le varie ipotesi ambientali, i rischi e soprattutto valutati gli effettivi benefici. Insomma un`opera che è durata alcune ore e che in qualche modo conferma quanto affermato appena ad inizio settimana da parte dell`assessore regionale all`Ambiente, Giovanni Romano, che pur ancora convinto sulla realizzazione del termovalorizzatore aveva però aperto alla possibilità di soluzioni diverse. Ed il sopralluogo di ieri va dunque proprio in questo senso. Palazzo Santa Lucia, infatti, le sta provando tutte anche di fronte alle rimostranze del sindaco Luigi de Magistris oltre che dei tanti comitati civici locali che da anni stanno protestando contro l`impianto della periferia orientale. Un tentativo, quello del Tmb, che era stato avanzato da anni da parte degli ecologisti e che consiste in una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati - anche "avanzi" della raccolta differenziata - e che sfrutta l`abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica e il compostaggio. Appositi macchinari separano la frazione umida dalla frazione secca, dalla carta, plastica, vetro, e rifiuti inerti. Quest`ultima frazione può essere in parte riciclata oppure usata per produrre combustibile derivato dai rifiuti, rimuovendo i materiali incombustibili. In sostanza nessuna emissione, neppure minima, e l`assenza totale di canne fumarie che svettano invece in cima agli inceneritori. L`unico neo potrebbero essere le dimensioni, poiché per un impianto del genere occorrono parti meccaniche e biologiche, quindi il doppio dello spazio rispetto ad un termovalorizzatore. Ma ormai la strada è stata aperta e adesso a Ponticelli c`è una nuova speranza per evitare l`inceneritore. Passi in avanti del Comune, intanto, sul fronte della raccolta differenziata. È stata infatti approvata ieri in Giunta la delibera con la quale si impegnano otto milioni e 250mila euro di fondi Por Fesr che vengono destinati all`estensione del porta a porta in città. Risorse con si proseguirà il percorso di ampliamento del porta a porta già in corso e consentirà di attivare i quartieri di Pianura e San Pietro a Patierno, per un totale stimato di ulteriori lOOmila abitanti. «Queste attivazioni - spiega il vicesindaco Tommaso Sodano - si inseriscono nel piano di raccolta differenziata del 2013 che porterà a coprire 600mila abitanti dal servizio di porta a porta, con il modello già sperimentato a Posillipo e Scampia, che ha portato a percentuali di raccolta differenziata oltre il 70%». L`attivazione dei due nuovi quartieri nel Piano dovrebbe avvenire entro la fine dell`anno riuscendo così a portare la copertura al 60% dei cittadini napoletani del servizio di differenziata a domicilio.

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