Da Caserta al capoluogo A Ponticelli l'Astir ha depositato i recuperi di rifiuti anche tossici che erano stati abbandonati lungo l'asse mediano

Ponticelli, bruciano i rifiuti speciali depositati e dimenticati dall'Astir

L'area «temporanea» di stoccaggio diventata discarica abusiva
20 marzo 2012 - F.G.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Roghi tossici di rifiuti speciali a Ponticelli. In via Preti, ogni notte, si accendono falò velenosi, che mandano in fumo copertoni, ingombranti, fusti di oli esausti e vernici. Bruciano anche i materiali che furono accatastati lì dall'Astir, la società regionale incaricata di effettuare interventi di riqualificazione ambientale. Gli operai prelevarono centinaia di tonnellate di materiali lungo l'asse mediano e li portarono sotto il cavalcavia, nell'ambito di un progetto finanziato in tutta la regione per circa 3 milioni di euro. Quei rifiuti avrebbero dovuto rimanere lì poco tempo, giusto il necessario per individuare una discarica idonea. Sono fermi da oltre dodici mesi. Immondizia "legale" che si confonde con quella "illegale", che i camion — come raccontano gli abitanti della zona e come testimonia il guard rail danneggiato — scaricano anche dall'alto, realizzando una immonda cascata. Tutto ciò accade a pochi metri dall'area che ospita, due volte a settimana, il mercato della frutta e della verdura, dove i commercianti adagiano le bancarelle con gli spinaci e con l'incappucciata, le ceste di arance e di mele. A mezzo chilometro in linea d'aria da una tale vergogna ci sono una scuola superiore ed il parco pubblico dove si è celebrato domenica mattina il 1500 anniversario dell'Unità d'Italia. C'erano le Ferrari in mostra, per l'occasione. Sarebbe stato meglio, però, se ci fosse stato qualcuno capace di garantire solennemente, in nome della decenza nazionale, che dal giorno seguente nessuno avrebbe più potuto azzardarsi a scaricare veleni impunemente. In nome della Costituzione, che tutela la salute, il paesaggio. Valori evidentemente compromessi da quell'immondezzaio tossico. Pare, invece, che davvero non si riesca ad intervenire perché cessi lo sconcio. Non è infatti certamente la prima volta che qualcuno solleva il caso di via Preti, con foto e con video. «Ho già denunciato tutto un anno fa», ricorda Antonio Amato, presidente della commissione regionale Bonifiche, il quale due giorni fa è tornato in via Preti. «Non è cambiato nulla», aggiunge. Il consigliere regionale del Pd annuncia che chiederà un incontro congiunto tra Provincia, Regione e Comune affinché siano intraprese iniziative concrete di sorveglianza e di bonifica dell'area. Intanto, però, da via Preti continuano a sollevarsi ogni notte fumi densi e velenosi. Come in una «solfatara infernale», come in una terra di nessuno dove ogni crimine è consentito e dove la camorra lucra su ogni attività, dal pizzo imposto ai venditori del mercato rionale al traffico dei rifiuti velenosi. Clan Sarno, dice chi conosce quell'area. Sono i perdenti, nella faida continua tra gruppi criminali, ma evidentemente tra loro c'è chi ha conservato capacità e forze tali da imporre ancora il controlli in alcune zone del quartiere. F. G. '. RIRROCUIIOAF RISFRVA'A Fumi su scuola e mercato ortofrutticolo aEcomafia a Napoli Est», non usa mezzi termini il presidente della commissione regionale bonifiche, Antonio Amato: «Ponticelli, con le sue scuole e mercati, è immersa in fumi nauseabondi, una solfatara tossica»

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