"Il decreto Ambiente è un provvedimento contro la Campania e contro Napoli" Luigi de Maestris Sindaco di Napoli

Fiducia sì, decreto rifiuti no Gli equilibrismi dei deputati

Il Pdll diviso tra chi vota a favore, chi contro e chi non va in aula
Il Pd: noi compatti per Monti. Ma poi critica il provvedimento
15 marzo 2012 - Gianluca Abate, Simona Brandolini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

C'è chi non si fa proprio vedere, come il presidente della Provincia Luigi Cesaro: «Non posso avvalorare con il mio voto misure che reputo assolutamente dannose per la Campania». C'è chi a Montecitorio ci va per votare a favore, come Mario Landolfi e Marcello Di Caterina. E c'è chi invece il suo seggio della Camera lo occupa, ma per esprimere parere contrario, come Nunzia De Girolamo. Insomma, nel Pdl ognuno fa come gli pare nel giorno del voto di fiducia sul decreto in materia ambientale, quello che subordina il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Campania a un'intesa preventiva con le altre Regioni interessate. E c'è poi chi compatto, come il Pd, vota la fiducia anche se boccia il decreto su cui la fiducia è posta (e poi corre a vedersi la partita del Napoli negli uffici del gruppo parlamentare). Il primo avvertimento, due giorni fa, l'aveva lanciato il deputato del Pdl Paolo Russo: «Io non voto e invito i miei colleghi campani a fare altrettanto». Ieri mattina, poi, la presa di posizione del presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro: «Sono molto preoccupato, la fiducia posta alla Camera rischia di distruggere il lavoro di un anno. E io non posso avvalorare misure che reputo dannose alla soluzione del problema rifiuti in Campania». La linea, insomma, sembra dettata. E invece no. Ché pochi minuti dopo Mario Landolfi, vicecoordinatore regionale del Pdl, annuncia: «Io sarò presente in Aula e voterò la fiducia. Vorrei proprio sapere cosa dice la sinistra, che su questo tema ci accusava di essere subalterni alla Lega e oggi invece accetta senza colpo ferire». E sapere cosa dicono i colleghi di partito no? «La fiducia è un atto politico che riguarda il Governo. Questa questione andrebbe affrontata all'interno della conferenza Stato-Regioni. Ma la Campania non può più essere la malata cronica». Presenza e voto favorevole li annuncia anche Marcello Di Caterina, mentre Nunzia De Girolamo alla Camera ci va per votare no alla fiducia: «È l'unica cosa che si può fare rispetto a un decreto che ci riporterà i rifiuti per strada». Un «ordine sparso» che Francesco Nitto Palma, coordinatore regionale del Pdl, commenta così: «Ciascuno fa quel che ritiene più giusto. C'è chi vota la fiducia e chi no? C'è l'esigenza di un gesto simbolico nei confronti di Stefano Caldoro e della Campania, ma c'è anche la necessità di un tributo altrettanto simbolico al governo Monti, che noi continuiamo a sostenere lealmente». E chi resta a casa? «Lo fa per non far mancare la fiducia a questo esecutivo e, nello stesso tempo, per manifestare un forte disagio rispetto a una vicenda assolutamente penalizzante». Sarà solo una coincidenza, ma le assenze non c'entrano nulla con la circostanza che durante le operazioni di voto c'è Chelsea-Napoli? «Se qualcuno dice questo offende i parlamentari». E, alla domanda sulla necessità di avere un maggiore coordinamento dei deputati, la stoccata è già pronta: «Be', se Caldoro invece di fare riunioni con i parlamentari del Grande Sud le facesse con quelli del Pdl...». Intanto, e questa notizia farà in parte piacere al governatore che aveva annunciato già un ricorso alla Consulta, la Regione Campania non dovrà più acquistare l'inceneritore di Acerra. Quanto al Pd, ieri, ha annunciato di votare la fiducia pur non condividendo l'impianto del decreto. «Siamo delusi dal decreto — spiega Fulvio Bonavitacola, responsabile per i democratici del ciclo rifiuti in Campania — ma la fiducia strozza l'attività di modifica e ci costringe a dare prevalenza alla posizione politica del partito a sostegno del governo Monti». Ma poi sugli enti locali assai critici con il decreto, Bonavitacola risponde: «L'insistenza di Caldoro, de Magistris e Cesaro serve solo ad alzare un polverone per annacquare le responsabilità degli enti locali».

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