Inceneritore a Napoli, resta la tensione

L'esponente del governo Monti: «Ognuno deve fare la propria parte». Il primo cittadino: «Guardo in casa mia, se si costruirà qualcosa in provincia non sono problemi miei». Sodano: «Al Comune compete solo la raccolta»
Palazzo Chigi e Palazzo San Giacomo concordi soltanto su Bagnoli: si istituirà un tavolo tecnico per l'attuazione delle bonifiche e del processo di riqualificazione anche della zona orientale del capoluogo
6 marzo 2012 - Carmine Di Guida
Fonte: Roma

NAPOLI. È scontro sulla termovalorizzazione tra il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Teatro della contesa, un convegno sull'inquinamento nelle acqua campane organizzato dall'associazione Marevivo. E nemmeno il pranzo tra i due, assieme al governatore Stefano Cal-doro e al presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, serve a riavvicinare le posizioni. Per l'esponente del Governo guidato da Mario Monti «il ciclo dei rifiuti ha un valore economico troppo elevato e non possiamo permetterci costi del genere. Siamo nella situazione in cui i cittadini Italiani e i napoletani in particolare devono pagare un prezzo elevato con il paradosso che i nostri rifiuti servono per dare energia agli altri». Il ministro chiarisce di non avere l'intenzione di aprire «inutili disc Lc.sioni ideologiche» su gli inceneritori ma «non possiamo chiudere gli occhi sul fatto che i rifiuti di Napoli servono a generare elettricità e calore in Olanda e non in Italia. Così stanno le cose. Lascio ai cittadini trarre le conclusioni. Dove si farà l'inceneritore è una scelta che non farò io, la farà la Regione insieme con le amministrazioni locali. L'obiettivo è quello di uscire da questo ruolo di supplenza che è stato fatto dai commissari». Clini ricorda inoltre gli impegni presi dal Governo Monti con l'Unione europea. «Dobbiamo uscire dalla crisi decennale dei rifiuti in Campania e ognuno deve fare la sua parte. Dobbiamo decidere insieme cosa fare, e dobbiamo farlo in fretta, perché l'impegno che abbiamo preso a gennaio a Bruxelles ce lo impone. Abbiamo cinque mesi di tempo per avere chiaro il percorso, fatto di raccolta differenziata e recupero energetico della frazione non differenziata». Di parere opposto è il commento del primo cittadino napoletano. «Se il ministro ha idee diverse dalle nostre non è un problema. L'importante è che il termovalorizzatore a Napoli non si faccia. Poi, se si farà nell'hinterland a me non interessa. Io sono il sindaco di Napoli e guardo in casa mia. Alla provincia e agli altri comuni ci penseranno altri». Sull'autosufficienza in tema di rifiuti, secondo il sindaco dipende dal Governo. «Fin quando ci sarà la provincializzazione si dovrà lavorare insieme, Regione, Provincia e Comune - chiarisce -. Spero che un domani questa legge venga modificata. Oggi però noi abbiamo bisogno della Regione, del Governo e dell'Ue per risolvere quelle lacune strutturali che ci ritroviamo». Poi, al termine di una riunione, in un comunicato Clini e de Magistris spiegano di avere «convenuto sulla necessità di istituire un tavolo unico sul tema delle bonifiche e della riqualificazione della zona orientale e di Bagnoli». Intanto, il vicesindaco Tommaso Sodano ricorda che «il trasporto via nave dei rifiuti verso l'Olanda rappresenta una soluzione temporanea utile per liberare gli stir, in una prima fase dai rifiuti secchi e poi di tal quale. Un modo, dunque, per superare il deficit impiantistico che abbiamo ereditato. Vorrei ricordare, inoltre, che tale tipo di operazione non competerebbe nemmeno al Comune di Napoli, preposto soltanto alla raccolta». A criticare il primo cittadino napoletano è la responsabile Ambiente del Pd, Stella Bianchi: «È piuttosto singolare la posizione del sindaco di Napoli de Magistris che offre a pagamento materia prima per i termovalorizzatori olandesi e ha chiesto la solidarietà delle altre regioni e delle altre province campane per togliere i rifiuti dalla sua città, nella convinzione che i suoi colleghi non gli avrebbero risposto "mi spiace ma guardo solo alla mia città" come, forse distrattamente, ha detto proprio lui». E il presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio D'Ali, ricorda che «il dialogo tra Governo ed enti locali deve mettere da parte qualsiasi posizione ideologica o ostruzionismo pregiudiziale».

Powered by PhPeace 2.6.4