Messa in mora della UE all’Italia: la Commissione Europea risponde al Coordinamento Regionale rifiuti

Rifiuti in Campania: la Commissione Europea risponde al CO.RE.ri. - Coordinamento Regionale rifiuti della Campania e smentisce Caldoro: nessuna “blindatura”, il Piano Regionale rifiuti può essere modificato, in particolare sulla scorta delle osservazioni presentate dal pubblico nell’ambito della Valutazione ambientale strategica in corso.
Il CO.RE.ri.: esprimiamo la nostra perplessità per la scelta della Commissione di non ritenere utile un ulteriore incontro, ma la risposta ed i chiarimenti della lettera sgombrano il campo dagli equivoci indotti dal contenuto della messa in mora; ribadiamo che il piano Regionale Rifiuti della Campania è totalmente sbagliato e viola la normativa comunitaria: la Commissione dovrà prenderne atto, perché in caso contrario saremo costretti a richiedere l’apertura di nuove procedure di infrazione.
28 novembre 2011 - Coordinamento Regionale Rifiuti

E’ arrivata oggi (NDR: ieri per chi legge) la risposta della Commissione Europea alla lettera sulla procedura di infrazione in corso contro l’Italia, per la vicenda rifiuti della Campania, lettera inviata il 24 ottobre scorso dal CO.RE.ri, - Coordinamento regionale rifiuti Campania, sigla che riunisce un gran numero dei Comitati e delle associazioni che in questa regione si occupano del tema rifiuti e delle problematiche ambientali.

La missiva è innanzitutto una smentita alle affermazioni del Presidente della Regione Campania Caldoro, il quale, all’indomani della pubblicazione della lettera di messa in mora da parte dell’Unione Europea, sosteneva pubblicamente che il Piano Regionale rifiuti in via di approvazione in Campania, quello che prevede inceneritori destinati a bruciare più del 50% dei rifiuti prodotti e discariche per oltre 8.800.000 mc nei prossimi 10 anni, non era modificabile perché ce lo “imponeva” l’Europa.
Così non è. E la Commissione Europea lo dice chiaramente.
E, seppure la stessa Commissione sostenga, in base alle procedure UE, di non poter interloquire con soggetti che non siano le autorità italiane, essendo gli atti del procedimento di messa in mora parzialmente riservati, con la stessa lettera ci informa che terrà in evidenza le informazioni trasmesse dal CO.RE.ri. nell’ambito del procedimento in corso e ci invita a trasmettere ogni ulteriore informazione che possa essere utile per una valutazione della possibile evoluzione della situazione.
Come Coordinamento Regionale rifiuti ovviamente non mancheremo di aggiornare la Commissione su quanto sta accadendo.

Già in queste ultime settimane abbiamo osservato come tutti i maggiori rappresentanti delle amministrazioni locali, invece di concentrarsi sul piano e su soluzioni ambientalmente compatibili e rispettose delle normative europee, si stiano affannando a promuovere la realizzazione di nuovi mastodontici impianti di incenerimento, utilizzando appunto come alibi la lettera di messa in mora.
Si è passati dunque dall’incredibile decisione dell’Amministrazione provinciale di Caserta di aumentare da 90.000 a 250.000 tonnellate la capacità dell’impianto previsto per l’omonima provincia, passando da una teconologia impropia all’altra, dal Mega Gassificatore al Mega inceneritore, che da qualche giorno è stato definitivamente localizzato a Capua; alla preoccupante vicenda di Napoli Est, in cui si sta provando a forzare la trattativa privata con la A2A, o peggio a delocalizzare l’inceneritore a Giugliano, per costruire il più grande termodistruttore d’Europa, giusto al centro della “Terra dei fuochi” (in nefasta coerenza con l’inceneritore di Acerra, realizzato in pieno “Triangolo della morte”).

Ribadiamo che tali scelte sono in linea con un piano regionale che appare contrario alle normative comunitarie non per singoli aspetti ma nella sua intera impostazione, completamente fondata sull’incenerimento, esattamente come il progetto fallimentare dell’era Bassolino, creato dallo stesso “professore” e consulente che ha redatto il piano attuale e quello per Caserta, un piano totalmente incurante delle serie pratiche di recupero e riciclo della materia. E’ evidente quindi che se dovesse diventare definitiva, con l’approvazione in consiglio regionale, la proposta attualmente in discussione, seppur con qualche timido miglioramento, non ci resterebbe che procedere a denunciare formalmente l’ennesima violazione della normativa comunitaria.
Per questo motivo ci auguriamo che la Commissione non tardi oltremodo a prendere una posizione chiara sulla compatibilità delle soluzioni proposte rispetto alla corretta applicazione della normativa dell’Unione.
Come Coordinamento Regionale rifiuti ci batteremo affinché tra discariche fuori norma, megaimpianti di incenerimento e rifiuti tossici di cui è imbottita l’intera regione, l’equilibrio ambientale della Campania ed il destino dei suoi cittadini non vengano  irrimediabilmente e definitivamente compromessi.

Napoli, 28/11/2011

Allegati

  • Vostra lettera del 24/10/2011 (310 Kb - Formato pdf)
    La Commisione Europea risponde alla lettera del CO.RE.ri. del 24/10/2011
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