Scontro sul registro tumori Caldoro: siamo già operativi

Nuovo rinvio in Consiglio, si tratta sul ruolo del Pascale
31 gennaio 2014 - Paolo Mainiero
Fonte: Il Mattino

La seduta più veloce nella storia del consiglio regionale dura appena un minuto, il tempo che il presidente della commissione Sanità Michele Schiano proponga all'aula che l'approvazione delle modifiche alla legge sul registro tumori slitti alla prossima settimana. «Eravamo già pronti ad approvare le modifiche ma è sopraggiunta la necessità di un ulterio rè approfondimento legato al decreto commissariale relativo al registro tumori pediatrici», spiega Schiano. Il decreto in questione è il numero 7 del 27 gennaio scorso, porta la firma del commissario alla Sanità Stefano Caldoro e prevede di istituire il registro tumori infantili presso l'ospedale Santobono. «Il provvedimento è arrivato stamattina (ieri, ndr) in commissione», aggiunge Schiano. Dunque, la novità impone una pausa per integrare il testo. Del resto, lo stesso decreto prevede che la norma debba essere tradotta in legge dal consiglio regionale. Il rinvio, approvato all'unanimità, provoca quello che Caldoro definisce «un corto circuito». L'opposizione si scatena. «Uno spettacolo sconcertate. Corn'è possibile non rendersi conto - dice Giuseppe Russo (Pd) - che su un tema così delicato come il registro dei tumori, si dia un'immagine sbracata e approssimativa delle forze che dovrebbero governare la Campania?». «Si è fino a questo momento perso troppo tempo e commesso troppi errori - incalza Nicola Caputo (Pd) -. La legge va non solo limata e resa più snella ma vanno precisate alcune questioni che riteniamo sostanziali». Tra le questioni che il Pd ritiene sostanziali c'è la volontà di rafforzare il ruolo del Pascale elevandolo a centro di riferimento, anche oltre la struttura di coordinamento regionale giàindividuata dal commissariato alla Sanità quando, a settembre 2012, fu istituito il registro. In realtà con un decreto successivo (novembre 2012) il ruolo del Pascale fu già potenziato affidando all'istituto le funzioni di supporto tecnologico al coordinamento. Però il Pd vorrebbe ancora di più, integrando l'attività del Pascale conlarete dei medid di base. «In questo modo sarà possibile fornire una diffusione adeguata dei dati al fine di tenere informati i cittadini», dice il vicepresidente della commissione Sanità Angela Cortese (Pd). Caldoro non è contrario ma intende salvaguardare la centralità del coordinamento regionale, in linea con quanto avviene in altre regioni. «Fermo restando osserva il governatore - che il Consiglio ha la propria autonomia. È evidente però che la giunta dirà la sua». La pausa di una settimana servirà a chiarire le questioni in sospeso. Tuttavia il «corto circuito» induce il presidente della Regione a convocare in tutta fretta una conferenza stampa per fare il punto della situazione con il capo dipartimento della Sanità Ferdinando Romano. «Il registro dei tumori c'è, è funzionante», precisa. Sono sette i registri dei tumori in Campania: uno a testa per Salemo, Caserta, Benevento, Avelline e tré tra Napoli e provincia. «La loro istituzione - aggiunge il governatore - ha prodotto atti di lavoro notevoli e mi auguro che nell'arco di un anno potremo dimostrare di ave re ottenuto risultati che mancano in altre Regioni e che erano attese qui da anni». Caldoro ricorda che tutte le Asl hanno non solo istituito i registri ma anche approvato i relativi studi di fattibilità e che il comitato scientifico ha approvato il documento di indirizzo, lo schema di referto standard e gli stessi studi di fattibilità. Inoltre sono in corso le procedure per l'acquisto di un software per la gestione dei registri. La Regione ha stanziato per ora un milione e ad alcune Asl (Avellino, Benevento, Caserta, Napoli Nord) è stata liquidata una prima tranche. «Il processo istitutivo è chiuso - dice il capo dipartimento Romano -, nelle aziende si sa ñÛ fa cosa, siamo passati alla fase operativa». Infine, andando anche contro il suo carattere solitamente pacato, Caldoro si produce in duro attacco al Pd. «Chi ha ucciso la sanità non parli. È da irresponsabili - sbotta - usare politicamente un argomento così delicato, creando disinformazione e raccontando falsità». Il governatore sbatte più volte i pugni sul tavolo. «Mi meraviglia che a parlare sia- no i legislatori che per quindici anni erano maggioranza in Consiglio e non hanno fatto nulla. Parlano proprio loro hanno ucciso la sanitàin Campania. Non sono credibili - attacca -, potevano farlo loro iiregistro e senza i limiti che ha imposto a noi il commissariamento».

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