CAIVANO ERA LUI A CHIEDERE IL PIZZO

Estorsioni sui rifiuti, in cella anche iI complice

16 aprile 2012
Fonte: Giornale di Napoli

CAIVANO. Un altro arresto per la vicenda del pizzo sui rifiuti. Dopo il fermo di due persone, a cui si è pervenuto grazie alla denuncia del titolare della ditta, si sono strette le manette ai polsi di un terzo uomo. A Caivano, infatti, le forze dell`ordine hanno sottoposto a fermo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso Gennaro Basile, 34enne di Napoli, incensurato. Gravi indizi hanno indotto gli investigatori a ritenere che il 12 aprile scorso, il 34enne - insieme a Giuseppe Falco, 45enne del luogo, incensurato e Davide Carbone, 32 anni, residente in via Diaz, già noto alle forze dell`ordine, entrambi già sottoposti a fermo per lo stesso fatto - abbia bloccato quattro autocompattatori di una ditta di Casagiove, vincitrice dell`appalto per la raccolta rifiuti solidi urbani per il comune di Caivano con un introito di 320.000 euro mensili, e dopo aver minacciato gli autisti, abbia rubato le chiavi dei veicoli, dandosi alla fuga. Successivamente, Basile ha contattato, di persona, il rappresentante di zona della predetta società, facendogli una richiesta estorsiva di 10.000 euro mensili, per continuare il loro lavoro in "tranquillità". I militari dell`arma hanno immediatamente avviato le indagini, dopo la denuncia presentata dai responsabili della ditta, rintracciando e fermando l`uomo, che è stato formalmente riconosciuto, di persona, dalle vittime. Il fermato è stato associato nel carcere di Poggioreale, dove già sono gli altri due. Dopo anni di silenzio a Caivano, finalmente la denuncia di un imprenditore coraggioso ha rotto il muro di omertà delle vittime di racket ed estorsione e dato conferma alle indagini degli investigatori, secondo cui gli arrestati sarebbero elementi di spicco della criminalità locale.

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