Rifiuti Zero o rifiuti strumentali ?

Mentre Acerra brucia e vengono “reindirizzati” sull’inceneritore di Giugliano i contributi CIP6, grazie anche all’accordo di dicembre 2011 tra Ministero dell’Ambiente e Comune di Napoli, Provincia di Napoli e Regione Campania, a Napoli il Comune ha il coraggio di presentarsi all'Hotel Royal con un convegno che scippa senza pudore parole chiave del CO.RE.ri, - Coordinamento Regionale rifiuti della Campania, parlando di “rifiuti come risorsa”, ma promuovendo nei fatti il recupero energetico dalla materia dietro il paravento della sigla “Rifiuti Zero”.
23 marzo 2012 - Coordinamento Regionale Rifiuti

In queste ore il sito di stoccaggio “provvisorio” di Acerra, individuato dalla Provincia di Napoli a giugno 2011 su suggerimento dall’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli, brucia ininterrottamente da oltre 48 ore, inondando Acerra e i paesi limitrofi di pericolosissimi inquinanti cancerogeni; nella delibera di Giunta n. 739/2011 l'Amministrazione  Comunale napoletana si era infatti impegnata “ad individuare siti di trasferenza anche sovra comunali" e la scelta aveva coinvolto ancora una volta impietosamente Acerra, nonostante la decima sezione del Tar Lazio avesse accolto il ricorso proposto dal Comune acerrano contro la proroga dello stoccaggio dei rifiuti sulla piazzola numero 7 del sito in località Pantano, vietando di fatto qualsiasi conferimento. Oggi quel sito, che tra una proroga e l’altra andava dismesso, ha subito un misterioso quanto sospetto sabotaggio.
Il Governo Monti ha inoltre appena tradotto in legge l’infausto accordo del dicembre 2011 tra il Ministro Clini e i massimi rappresentanti del Comune di Napoli, della Provincia di Napoli e della Regione Campania, attuando, tramite lo spostamento degli incentivi CIP6 da Santa Maria la Fossa a Giugliano, il progetto che prevedeva la costruzione di un impianto finalizzato al trattamento termico dei milioni di ecoballe stoccate nel territorio campano ma che, nei fatti, dovrebbe servire anche per lo smaltimento dei rifiuti della città capoluogo, sventando così la costruzione dell’inceneritore di Napoli-Est e scaricando ancora una volta il problema dei rifiuti napoletani su altri territori.

In questo scenario inquietante, nel quale la raccolta differenziata a Napoli stenta a decollare, i rifiuti vengono spediti all’estero per essere inceneriti e il problema critico della raccolta e gestione dell’umido, tra le principali cause dei disastri prodotti nelle discariche campane,  resta ancora irrisolto, “EnergyMed”, sigla dietro cui si celano tra gli altri Assessorato all'Ambiente del Comune di Napoli, Assessorato alle politiche per l’energia della Provincia di Benevento, Assessorato all’Energia della Provincia di Napoli, Enel, Dipartimento di Energia Industriale dell’università di Salerno e Tirreno Power, promuove una tre giorni di convegni e tavole rotonde: tra questi è previsto l’incontro odierno all'Hotel Royal, il cui titolo scippa letteralmente concetti chiave del CO.RE.ri. Campania, utilizzando lo slogan “Da rifiuto a risorsa”. Si tratta nei fatti di una spudorata passerella propagandistica dell’Amministrazione Comunale partenopea che, dietro il paravento e le pericolose ambiguita della sigla “Rifiuti Zero” intende promuovere scelte funzionali al recupero energetico della materia.
In perfetta linea con questi ragionamenti l’Amministrazione Comunale di Napoli sta spingendo da tempo per la costruzione di impianti di biodigestione anaerobica per trattare l’umido prodotto in città: il tutto per ricavare energia anche dall'umido, senza però poi curarsi del fatto con tali impianti si possa produrre in uscita biodigestato di scarsa qualità, quando sarebbe più logico mirare a stabilimenti di compostaggio aerobico, realizzabili in tempi molto più brevi e a costi più contenuti, capaci oltretutto di produrre da subito materiale di elevata qualità e con un ottimo mercato per il settore agricolo. Ed è incredibile che lo stesso Prof. Paul Connett, dichiaratosi apertamente contrario al recupero energetico dall’umido e più in generale dalla materia, si presti, con questo tipo di convegni, ad essere sistematicamente strumentalizzato dalla rete nazionale Rifiuti Zero per promuovere iniziative che nulla hanno a che fare con politiche di gestione dei rifiuti orientate, secondo nuovi paradigmi, alla tutela dell’equilibrio naturale ed alla compatibilità ambientale.

Troppe volte, in tutta Italia, il messaggio di rifiuti zero si sta prestando a strumentalizzazioni politiche, posponendo gli obiettivi nel tempo ed evitando di pretendere dagli amministratori precisi impegni di trasparenza dei risultati. In questo modo si lascia spazio a nuove speculazioni, si ammette nuovo inquinamento e si ripropongono vecchi errori e vecchi compromessi continuando a sprecare soldi pubblici. Ci chiediamo dunque: ma Zero Waste Italia è favorevole o contraria al recupero energetico da rifiuti?
Questo è il tema discriminante che più ci sta a cuore e che fa la differenza.

Napoli 23/03/2012

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