«Code interminabili di camion per smaltire i materiali pericolosi»

Le rivelazioni del pentito Vassallo: per accogliere migliaiai di quintali fossi sempre più profondi
24 dicembre 2010 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

«Sono e mi chiamo Vassallo Gaetano e intendo riferire su questi argomenti: smaltimento illegale di rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all'anno 2005. Faccio presente che si tratta di smaltimenti realizzati in forma organizzata unitamente ad esponenti del clan dei casalesi»: il primo aprile del 2008 Gaetano Vassallo si consegna alle forze dell’ordine per sfuggire al killer Giuseppe Setola, si pente e comincia a raccontare decenni di sversamenti illegali portati a termine dagli imprenditori malavitosi grazie alla copertura dei politici. Vassallo accusa tra gli altri Nicola Ferraro e Nicola Cosentino. E intanto racconta come è stata avvelenata la Campania. «Ricordo che furono smaltiti nella mia discarica i fanghi dell’Acna di Cengio - dice - Arrivò il corrispondente di venti bilici, per circa seimila quintali; tali rifiuti sono stati interrati nel primo periodo, trattai questo carico in modo "separato" rispetto agli accordi con i clan». Ma il peggio deve ancora venire: «La mia discarica non era perfettamente attrezzata per smaltire questo tipo di fanghi e io non feci nulla per adeguarli», dice il manager. La maggior parte dei veleni finì, però, nel sito di Chianese che allargò la propria cava. «Cipriano scavò ancora per raggiungere profondità maggiori ed estese il fosso nella parte anteriore. Negli anni successivi ci sversò i rifiuti del comune di Giugliano che si trovano proprio sopra i fanghi». I ricordi del pentito sono da film dell’orrore: «Ricordo la fila interminabile di mezzi ben riconoscibili dalle sigle di pericolosità dei rifiuti, che si prolungava per un paio di chilometri. I trasportatori restavano in attesa per ore prima di entrare in discarica per smaltire». Molto finiva anche nella Difrabi dei La Marca. Il traffico era cominciato molti anni prima quando imprenditori e casalesi avevano messo in piegi la «Ecologia 89» una società che serviva da camera di compensazione degli interessi dei politici, dei clan e degli imprenditori. La vicenda finì nel mirino dei giudici e partì l’inchiesta Adelphi che coinvolse anche il venerabile maestro Licio Gelli che riuscì però, come lo stesso Vassallo a uscirne pulito. Vassallo nel 2008 ammette: «Io ero colpevole». Intanto tra Giugliano, Villa Ricca e Castelvolturno veniva seppellito di tutto. La ditta Caccavale, racconta il pentito, scaricava i rifiuti tossici della Cyba-Geigy contrabbandati per concime. Ma i liquidi erano talmente inquinanti che «quando venivano sversati producevano la morte immediata di tutti i ratti». Caccavale portava anche i rifiuti liquidi della Meridional Bulloni: «Quando arrivavano con cisterne speciali in acciaio inox anticorrosive, gli stessi friggevano e scioglievano la plastica». Nella terra dei fuochi sono finiti i veleni del Nord e del Sud. Da Lucca scaricano la Pool Ecologia e la Delca. Da Montecatini la Scm e Oliviero Zavagli. In fila davanti alla discarica ci sono ormai ditte provenienti da tutt'Italia: la Di Puorto di Torre di Lago, la Ecologia srl di Sant'Arsenio, la Nocera di Nettuno, la Vanni di Viareggio, la Del.Ca di Capannoli, la Ideco di Pisa, la Tra.Sfe.Mar di La Spezia, la Recuperi Carnevale di Velletri, la Ecolmaci di Cisterna di Latina. E poi ci sono le ditte campane. La Ecologia dei fratelli Bruscino, che qualche anno dopo provocheranno guai alla società partecipata del Comune di Pomigliano, la Pomigliano Ambiente, che avrebbe portato in Campania fanghi tossici e ceneri provenienti dalle centrali Enel. La Crystal, invece, trasportava percolato e fanghi liquidi, prodotti caseari: nel 2007 è stata fulminata dalla prefettura con una interdittiva antimafia. In coda a Giugliano c'erano i camion della Perna con le ceneri spente dell’Enel di Brindisi, quelli della Tortora che «trasportava e scaricava rifiuti liquidi speciali». Nel triangolo della morte finivano perfino gli scarti del mercatino dei vestiti di Resina. Scaricavano, è la versione del pentito, anche la Siser, di Generoso Roma, la Rfg di Elio Roma, la Minale, la Colucci Appalti, la Bortoni, la Csmi. Una strada, quella cosiddetta degli americani, affonda le sue fondamenta nella spazzatura. Proprio come la discoteca che secondo i magistrati sarebbe servita per riciclare i soldi dei casalesi. Ricorda Vassallo che una delle cave riempita dai rifiuti killer diventò un’isola «dove è stata costruita una discoteca piuttosto nota, l’Hyppo Kampos» un’altra fu trasformata in un laghetto per lo sci nautico.

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