Le indagini avviate due anni fa dalla Finanza False certificazioni per ottenere i contributi

Scoperta dall’Irpinia la truffa dell’eolico

Arrestato Oreste Vigorito con il consulente avellinese dell’«Ivpc» Renzulli e due imprenditori siciliani
11 novembre 2009 - Barbara Ciarcia
Fonte: Il Mattino Avellino

Eolico in Irpinia È partita dell’Irpinia, due anni fa, l’inchiesta sulla truffa dei parchi eolici che ha portato all’arresto, ieri mattina, di Oreste Vigorito, presidente del Benevento Calcio, del suo braccio destro, l’avellinese Ferdinando Renzulli, e di due imprenditori siciliani, Vito Nicastri, 52 anni, di Alcamo, e Vincenzo Dongarrà, 46 anni, di Enna. Sono stati gli agenti del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Avellino, all’epoca diretti dal tenente colonnello Maurizio Guarino, ora in servizio alla Dia di Napoli, ad avviare le indagini. Un lavoro silenzioso ed efficace, caratterizzato da un’impressionante quantità di documenti sequestrati. E da queste carte, ottenute anche grazie a rogatorie internazionali, sono emerse le modalità della truffa: false certificazioni per ottenere contributi dell’Unione Europea per i parchi eolici. L’operazione «Via col vento», come il vento che soffia sui crinali irpini, ha travolto, quindi, Oreste Vigorito, 62 anni di Ercolano, presidente della società «Ivpc», un’azienda leader nel settore dell’energia eolica, il quale è accusato ora dalla Procura della Repubblica di Avellino, insieme a Renzulli e ai due imprenditori siciliani, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata. Al centro del maxi-raggiro ben nove società con sede ad Avellino, mentre altre tre si trovavano in Sicilia. Undici le persone denunciate, tra cui il dirigente della banca di Milano, che ha istruito le pratica di finanziamento ed erogato i fondi. Complesso il meccanismo di frode delle diverse società che facevano capo agli stessi soggetti e venivano poi gestite in maniera coordinata per potere attestare da una parte la titolarità dei terreni dove sarebbero stati realizzati i parchi eolici e dall'altra le disponibilità finanziarie da destinare al progetto. La titolarità dei terreni, al momento della richiesta del contributo, era certificata da false attestazioni mentre per ottenere il finanziamento il gruppo smantellato cercava di dimostrare una maggiore capienza di fondi delle società che richiedevano il contributo attraverso assegnazioni fittizie di capitali provenienti dall’estero, soprattutto dal Regno Unito, che in realtà corrispondevano all’importo del contributo già elargito a un’altra impresa. Contributo che veniva trasferito non appena erogato. Il sistema sperimentato è simile al gioco ingannevole delle scatole cinesi. Nel frattempo però gli uomini della polizia tributaria di Avellino seguivano i loschi movimenti e i giri viziosi di danaro da destinare alla creazione di nuovi parchi eolici in Sicilia e in Sardegna. Nel corso dell’operazione, avviata nel 2007, sono stati sequestrati e bloccati presso il Ministero dello Sviluppo Economico circa trenta milioni di euro. Il contributo ministeriale già concesso non era stato ancora erogato quando sono entrati in azione i militari irpini che hanno provveduto a bloccare l'ennesimo cospicuo fondo, e a sequestrare sette parchi eolici: due nel territorio di Carlentini nel siracusano, uno a Militello val di Catania, e poi a Mineo e a Vizzini sempre nel Catanese, a Camporeale, Partinico e Monreale nel Palermitano, e infine a Ploaghe in provincia di Sassari. La disposizione violata è quella che fa riferimento alla legge del 19 dicembre 1992 e che costituisce il principale strumento giuridico italiano per il cofinanziamento delle misure d’aiuto dell’Unione Europea. Uno strumento d’incentivazione tra i più importanti adottati al fine di stimolare l'attività produttiva nelle aree depresse del Paese e favorire così l’attuazione di progetti d’investimento organici e funzionali da parte delle imprese che operano nel settore del commercio, del turismo e dell’industria. In questo caso i destinatari dei contributi erano le nove società di Avellino riconducibili alle stesse persone.

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