PIGNATARO MAGGIORE

Inchiesta Biopower martedì al Riesame le ultime decisioni

Lunedì si discute delle posizioni degli imprenditori Bracciali e Tombolillo poi i provvedimenti
16 maggio 2009 - Biagio Salvati
Fonte: Il Mattino Caserta

Saranno discusse lunedì, davanti al Tribunale distrettuale del Riesame, altre quattro delicate posizioni relative agli indagati dell’inchiesta Biopower che lo scorso 28 aprile ha portato in carcere e ai domiciliari ventitré persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Regione Campania, corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione di segreti di ufficio e realizzazione di falsità in atti pubblici. Il collegio della decima sezione del Tribunale della Libertà, entro martedì 19 maggio (questo il termine ultimo) dovrà depositare i provvedimenti di scarcerazione o conferma degli arresti relativi alle istanze presentate per gli imprenditori romani Renzo Bracciali e Giampiero Tombolillo (difesi dagli avvocati Franco Coppi e Mario Girardi), per l’ingegnere Giovanni Esposito e per Eugenio Di Santo, coordinatore della segreteria dell’assessorato regionale alle attività produttive. Per lunedì 18 era stata fissata anche l’udienza di Riesame per l’ex assessore provinciale e consigliere comunale Franco Capobianco, già liberato nei giorni scorsi dal gip, ma i suoi legali rinunceranno. L’amministratore della Biopower Spa, Tombolillo - che, all’indomani dell’arresto, era stato interrogato dal gip per sei ore - aveva escluso tangenti e promesse a politici ed escluso l’accusa di aver pagato per avere favori e corsie preferenziali per la costruzione della centrale di Pignataro Maggiore. Giovedì scorso, invece, un diverso collegio del tribunale del Riesame aveva deciso su altre posizioni confermando gli arresti domiciliari sia per i due dipendenti del Genio Civile, Mario Pasquariello e Michele Testa, accusati di corruzione (i giudici hanno però annullato alcuni capi di imputazione relativi al falso) che per il consulente-ingnegnere Fulvio Scia. Revocati i domiciliari, invece, all’imprenditore Tommaso Verazzo, mentre è rimasto in carcere il figlio Giovanni. Il tribunale della Libertà aveva revocato i domiciliari anche a Margherita Di Vincenzo, detta Irma, napoletana, ex giornalista, che si occupava dell’agenda dell’imprenditore Giampiero Tombolillo. Il Riesame dovrebbe decidere anche sulla posizione di Vincenzo Guerriero, dirigente del settore attività produttive della Regione Campania, che aveva beneficiato per primo degli arresti domiciliari dopo l’interrogatorio con il gip.

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