Per capire perché la soluzione Berlusconi dei rifiuti è un grande imbroglio

9 aprile 2009 - Pio Russo Krauss (Associazione Marco Mascagna onlus)

1998: La Giunta di centro destra (presidente e Commissario Straordinario Rastrelli) bandisce la gara per la costruzione di un inceneritore e 7 impianti per produrre CDR (combustibile derivato dai rifiuti). Il bando, in ottemperanza alle disposizioni governative, stabiliva che qualora gli inceneritori non fossero pronti nei tempi previsti il CDR nel frattempo prodotto avrebbe dovuto essere bruciato in impianti già esistenti a spese del gestore (che in questo caso avrebbe perso anche gli incentivi CIP6 [1]). Il bando, contravvenendo alla normativa UE e nazionale, richiede che gli impianti CDR siano dimensionati per smaltire 2.500.000 tonnellate di rifiuti (oltre l'intera produzione dei rifiuti campani, che all´epoca era di 2.460.000 tonnellate). Per tale motivo il Ministro dell'Ambiente Ronchi invia al Commissario Rastrelli una nota di forte critica: "Il dimensionamento degli impianti non è consentibile in base all'ordinanza e comunque non è conforme agli obiettivi ambientali perseguiti. Il combustore non può bruciare altri rifiuti al di fuori di quelli prodotti dal trattamento degli RSU a valle della raccolta differenziata. Il dimensionamento degli impianti in coordinamento con gli obiettivi di raccolta differenziata costituisce una precisa e esplicita prescrizione".

1999: la Giunta Losco espleta la gara: vince la Fisia-Impregilo (poi FIBE), del gruppo FIAT. La Commissione di Gara dà punti 4,2 al valore tecnico dell`opera (l´impianto concorrente della Foster Wheeller ha un punteggio di 8,6), ma, malgrado un cosí basso punteggio e malgrado la legge nazionale disponga che il criterio cardine di aggiudicazione debba essere la migliore tecnologia, la gara viene aggiudicata all´Impregilo perché il prezzo è più conveniente (83 lire/Kg invece dei 110 chiesti dalla Foster Wheeller) e i tempi di realizzazione più brevi (300 giorni invece dei 395 della concorrente). L`offerta dell`Impregilo non dice nulla di dove sarà stoccato il CDR e dove saranno smaltiti gli scarti prodotti dagli impianti.

2000-2004       Il Presidente/Commissario Bassolino firma il contratto con l`Impregilo (in seguito dichiarerà di non averlo letto). Nel contratto firmato non compare più la frase che impegna l`Impregilo a smaltire a proprie spese, in impianti già esistenti, il CDR prodotto prima dell'entrata in funzione dell'inceneritore, né la clausola dell'ordinanza n° 2774/98 che stabiliva l'erogazione dei CIP6 solo sul CDR prodotto con al massimo metà dei rifiuti urbani conferiti prima dell'inizio della raccolta differenziata. Il contratto però viene dichiarato conforme all'ordinanza, ma non è vero. Grazie a questo piccolo aggiustamento del contratto si stima che l´Impregilo abbia guadagnato circa 1 miliardo di euro[2], che la ripaga lautamente del minore prezzo presentato nella gara.

I sette impianti per la produzione di CDR vengono costruiti e superano il collaudo nonostante le opere realizzate non corrispondano ai progetti presentati in sede di gara. Nessuno di questi impianti, infatti, sarà mai in grado di produrre vero CDR: produrranno invece ecoballe, cioè spazzatura tritata e impacchettata (ben 6 milioni di ecoballe). Ma le ecoballe per la FIBE sono oro, perché quando saranno bruciate incasserà CIP6 e tariffa per ogni tonnellata bruciata e, quindi, più ne sono meglio è. Grazie alle modifiche truffaldinamente introdotte nel contratto, la FIBE viene autorizzata a stoccare il "CDR"/ecoballe prodotte in siti di stoccaggio provvisorio. I siti di stoccaggio finiscono quindi per funzionare come discariche, anche se non ne hanno le caratteristiche. Nel 2004 la Magistratura scopre l´imbroglio delle ecoballe e li mette sotto sequestro: saranno dissequestrate solo nel 2006 in seguito all`ordinanza del Presidente del Consiglio che declassa gli impianti CDR a tritovagliatori (semplici impachettatori di rifiuti tal quali tritati) e il presunto CDR ad ecoballa. Le ecoballe non valgono più niente, perché non sono idonee ad essere bruciate. La FIBE rischia di fallire.

Frattanto la costruzione dell´inceneritore avviene con enorme ritardo, dovuto ai seguenti fatti:

  • conteziosi relativi al sito scelto dalla FIBE (senza alcuna valutazione di impatto, grazie alla deroga del Governo);
  • errori di progettazione dell´impianto e conseguenti modifiche al progetto in corso d´opera;
  • mancato pagamento da parte della FIBE delle imprese costruttrici in subappalto;
  • proteste da parte della popolazione, dei movimenti antiinceneritore, di partiti politici (Verdi, RC) e di esponenti locali e nazionali di partiti politici (di Destra, Centro e Sinistra);
  • sequestro da parte della magistratura.

Dal 2005 a maggio 2008. Con il D.L. 30/11/05 il governo decide, finalmente, di rescindere il contratto con la FIBE, che continua a gestire gli impianti in proroga in attesa dell'individuazione di un nuovo soggetto gestore. Ma, considerato lo scarso livello qualitativo sia del progetto che della parte di impianto già realizzato, le gare vanno deserte. Per la FIBE e per l´incenerimento in Campania le cose si sono messe male, ma non si decide di cambiare strategia. Nessuno cerca di far partire la raccolta differenziata, malgrado i consulenti pagati abbiano prodotto piani molto dettagliati, e cosí si sussegono le crisi, la spazzatura per strada, i roghi dei cassonetti, la trasformazione dei pochi impianti di compostaggio esistenti in discariche, rendendo cosí onerosissimo fare la raccolta differenziata dell´umido.

L´ennesima crisi, la più grave, sblocca la situazione. Il Presidente del Consiglio Prodi, dimissionario, con una ordinanza reintroduce, nel febbraio 2008, gli incentivi agli inceneritori campani e autorizza la combustione delle ecoballe campane in quegli stessi impianti. Le milioni di ecoballe da problema da risolvere a costi elevati, ridiventano oro per la FIBE. Ma sembra che l´ordinanza non sia leggittima e quindi impugnabile.

Dal maggio 2008 a .... Il Governo Berlusconi approva il decreto rifiuti che deroga a 47 leggi nazionali (molte di esse sono recepimenti di normative europee). Verranno smaltiti rifiuti indifferenziati e anche pericolosi in discariche (anche se la UE lo vieta), verranno costruiti 4 inceneritori capaci di bruciare oltre l`80% dei rifiuti prodotti attualmente in Campania (anche se la UE prescrive che l´incenerimento deve essere l´ultima strategia dopo riduzione, raccolta differenziata, riciclaggio e compostaggio), sono definitivamente ripristinati i CIP6 per gli inceneritori campani (vietati dalla UE), è possibile bruciare rifiuti indifferenziati (il tal quale) negli inceneritori (vietato dalla UE). Il decreto al contrario dell`ordinanza non sembra impugnabile. La FIBE è salva. L`incenerimento riparte e infatti questa volta la gara non va deserta e vince la A2A.

La UE mette sull'avviso l'Italia: "Le autorità italiane devono rispettare la legislazione comunitaria in materia ambientale. La normativa comunitaria in materia ambientale stabilisce un quadro per la tutela della salute umana e dell'ambiente. Sarebbe paradossale se, per affrontare rischi di carattere sanitario a breve termine, fossero nuovamente messi in pericolo la salute umana e l'ambiente" (Commissione Europea 17/6/08).

Berlusconi inaugura l`inceneritore di Acerra, dichiarando che la FIBE è stata eroica. Accanto a lui vi sono molti degli imputati dal processo rifiuti che applaudono. Esalta l´impianto come un gioiello e tace quando un giornalista chiede dove verranno smaltiti ceneri e fanghi. La Campania, infatti, non ha discariche idonee.

 

In conclusione la FIBE-Impregilo, come sostenuto dalla Magistratura, ha operato per mettere in piedi una gestione dei rifiuti non conforme alle leggi europee e nazionali, ma estremamente lucrosa per sé, riuscendo ad avere la complicità o l´appoggio di esponenti delle amministrazioni locali e nazionali e del Commissariato ai Rifiuti. Ma, grazie alle denunce degli ambientalisti (le associazioni ambientaliste sono state le prime a denunciare questo grande imbroglio) e all´opera della Magistratura, qualcosa è andato storto e l´imbroglio ha rischiato di naufragare. Come impedirlo?  Lasciando i rifiuti per vari  mesi nelle strade (a Parco Saurino, nel casertano, c`era e c`e ancora una discarica pronta, inutilizzata, capace di raccogliere tutti i rifiuti prodotti in Campania in 6 mesi) e facendo credere che la causa di tale disastro sia stata la mancanza di inceneritori.

Il Governo Berlusconi ha rimesso in piedi il sovradimensionato, dispendioso sistema FIBE-Impregilo, legalizzandolo, facendolo diventare conforme alla normativa nazionale. C'è un unico problema ora: che tale sistema è contrario alla normativa UE. Ma che importa! Quando ci saranno comminate le salate multe UE, probabilmente Berlusconi sarà presidente della Repubblica o qualcos´altro che non riusciamo ad immaginare. E poi le multe mica le paga lui, né la FIBE, né Bertolaso: le paga l`Italia (cioè noi cittadini).


[1] I CIP6 consistono nell'elargizione di una somma (attualmente circa 60 euro) per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, soldi raccolti tramite la tassa del 7% sulle bollette dell'energia elettrica, che dovrebbe invece finanziare le energie rinnovabili; finanziare l'incenerimento è contrario alla normativa europea e la UE ha più volte richiamato l'Italia.

[2] Dati elaborati dall' Ing. Paolo Rabitti, Consulente Tecnico della Procura di Napoli, e riportati in Rabitti: EcoBalle, Alberti Editore, 2008 

 

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