RIFIUTI: UNA NUOVA PRECISAZIONE DELLA A2A

25 ottobre 2011
Fonte: Terra

Gentile Direttore, la ringraziamo per lo spazio che ha voluto dedicare su Terra alle posizioni di A2A in merito all'articolo: Acerra e la strana alleanza Fai A2A del 20 ottobre scorso. Di seguito troverà le risposte alle ulteriori domande, poste dagli autori, e che ci auguriamo possano essere pubblicate integralmente.
Informazioni agli Studenti
Agli studenti in visita al termovalorizzatore vengono fornite tutte le informazioni che riguardano il funzionamento dell'impianto, dal momento in cui vengono conferiti i rifiuti al momento in cui viene immessa in rete l'energia elettrica prodotta. Vengono anche evidenziati tutti i sistemi di filtraggio e monitoraggio delle emissioni in atmosfera.
Termovalorizzatore e raccolta differenziata
L'impianto che A2A gestisce ad Acerra, come previsto dall'Autorizzazione Integrata Ambientale che ne disciplina il funzionamento, tratta rifiuti provenienti da impianti STIR, strutture in cui la parte dei rifiuti che rimane al netto della raccolta differenziata viene lavorata per separare la frazione secca (tecnicamente detta sopravaglio), che viene conferita al termovalorizzatore, dalla frazione umida (sottovaglio) che viene smaltita presso centri di compostaggio o discariche. Sono state attivate sperimentazioni presso lo Stir di Caivano per ridurre il livello di umidità della FUT (frazione umida tritovagliata) con l'obiettivo di trasformarla in materiale idoneo alla copertura di siti soggetti a ripristino ambientale. Termovalorizzazione e raccolta differenziata sono, a nostro avviso, fasi imprescindibili di un corretto ciclo integrato dei rifiuti. Nei territori in cui A2A gestisce l'intero ciclo urbano dei rifiuti, infatti, l'azienda è fortemente impegnata nel portare avanti iniziative per la promozione della raccolta differenziata e, allo stesso tempo, perla riduzione dei rifiuti. Ne è un esempio concreto il PARR, (Piano di Azione per la Riduzione dei Rifiuti Urbani in Regione Lombardia), progetto pilota promosso con la Regione Lombardia e la città di Brescia e che coinvolge Aprica, un'altra società controllata da A2A.
Gestione dei residui
Una volta che i rifiuti sono stati trattati termicamente nel termovalorizzatore si ottengono due tipologie di residui: 1) Il materiale che resta sulla griglia dopo la combustione (che in peso ammonta a circa il 15% del rifiuto in ingresso) viene trattato per separare la parte ferrosa, avviata a recupero in fonderia, dai materiali inerti, che vengono utilizzati presso cementifici. 2) Il materiale che viene recuperato dal sistema di depurazione fumi (che in peso ammonta a circa il 5% del rifiuto in ingresso) viene inertizzato attraverso un processo di stabilizzazione e portato a smaltimento presso specifiche discariche oppure confinato ad alta profondità in miniere, che necessitano di materiale di riempimento. Nel caso del termovalorizzatore di Acerra i materiali inerti vengono inviati in miniere tedesche.
Emissioni
Per quanto riguarda il tema dell'inquinamento ambientale del territorio acerrano, teniamo a confermare la nostra posizione. A2A monitora 24 ore su 24 le emissioni del termovalorizzatore di Acerra. I risultati vengono inviati in tempo reale ad Arpa Campania e sono consultabili sul sito dell'Osservatorio Ambientale e di Partenope Ambiente. Tutte le rilevazioni hanno confermato la perfetta efficienza dei sistemi di depurazione fumi del termovalorizzatore. Vogliamo ribadire, inoltre, che il Gruppo A2A opera sempre nel rispetto delle regole e con la massima professionalità e responsabilità in tutti i territori in cui è presente con le proprie attività.
Associazioni consumatori, comitati cittadini e associazioni ambientaliste
Crediamo non spetti a noi esprimerci sulle conclusioni che hanno tratto le associazioni dei consumatori, i comitati cittadini e le associazioni ambientaliste dopo la visita di luglio al termovalorizzatore e le spiegazioni che hanno ricevuto dai nostri esperti. Quello che possiamo dire a riguardo è che per noi è stata un'esperienza positiva e un momento di confronto importante che ripeteremo già nella seconda metà del mese di novembre e sicuramente nel 2012.
Cava Sari
Ecodeco, società del Gruppo A2A, ha effettuato la progettazione e fornito la tecnologia per la realizzazione di Cava Sari, ma non si occupa della gestione che è in carico ad ASIA.
Progetto scuole A2A e FAI
Da oltre trenta anni le società del Gruppo A2A aprono le porte dei loro impianti agli studenti. Lo scorso anno sono stati circa 20.000 gli alunni che hanno partecipato alle visite del Progetto Scuola A2A. Quest'anno, grazie alla collaborazione avviata con il FAI, che prevede il sostegno da parte di A2A al loro progetto di Adesione Scuole, gli studenti in visita presso i 28 impianti del Gruppo riceveranno, gratuitamente e dopo accettazione, l'iscrizione al Fondo Ambiente Italiano per l'anno scolastico 2011/2012. Quella con il FAI è una collaborazione nata semplicemente dalla vicinanza dei due progetti con il mondo della scuola. Per tutti gli altri quesiti cediamo sia più giusto e corretto che a rispondere siano le persone o le istituzioni direttamente interessate. Teniamo a precisare, infine, che tutti questi argomenti sono stati oggetto dell'incontro con la stampa che A2A ha tenuto a Napoli il 7 luglio u.s. e al quale, purtroppo, Terra, anche se invitata, non ha partecipato. Certi di aver contributo alla chiarezza e correttezza delle informazioni riguardanti il termovalorizzatore di Acerra, porgiamo distinti saluti.

Ufficio Stampa A2A


La A2A risponde agli ecologisti: dopo le critiche dei Verdi, che esigevano chiarezza per quanto riguarda le visite guidate al termovalorizzatore di Acerra e la gestione di cava Sari e dopo le domande pubblicate su Terra, l'ufficio stampa della A2A ci aiuta a capire come stanno le cose. Avevamo chiesto alla A2A come si concilia l'incenerimento dei rifiuti con la raccolta differenziata e col protocollo Rifiuti Zero al quale hanno aderito il comune di Napoli e diversi comuni vesuviani: ci viene spiegato che "termovalorizzazione e raccolta differenziata sono fasi imprescindibili di un corretto ciclo integrato dei rifiuti", ma non viene chiarito in che modo la riduzione dei rifiuti possa arrecare vantaggio agli impianti di incenerimento e ci viene portato un esempio (il PARR) relativo alla Regione Lombardia che non reputiamo pertinente. In merito alle nostre perplessità sulle visite didattiche al termovalorizzatore di Acerra, ci viene spiegato che agli studenti vengono fornite tutte le informazioni che riguardano il funzionamento dell'impianto, dal momento in cui vengono conferiti i rifiuti al momento in cui viene immessa in rete l'energia elettrica prodotta. Vengono anche evidenziati tutti i sistemi di filtraggio e monitoraggio delle emissioni in atmosfera. Per quanto riguarda la provenienza dei rifiuti, l'impianto di Acerra, come previsto dallAia, tratta la frazione secca proveniente dagli impianti STIR. Per quanto riguarda la destina-zione, il materiale che resta sulla griglia dopo la combustione (che in peso ammonta a circa il 15% del rifiuto in ingresso) viene trattato per separare la parte ferrosa - avviata a recupero in fonderia - dai materiali inerti, che vengono utilizzati nei cementifici; il materiale che viene recuperato dal sistema di depurazione fumi (che in peso ammonta a circa il 5% del rifiuto in ingresso) viene inertizzato attraverso un processo di stabilizzazione e portato a smaltimento presso specifiche discariche oppure confinato ad alta profondità in miniere che necessitano di materiale di riempimento. I materiali inerti del termovalorizzatore di Acerra vengono inviati nelle miniere tedesche. Per quanto riguarda l'inquinamento delle campagne acerrane A2A non si ritiene responsabile del problema, perché monitora 24 ore su 24 le emissioni del termovalorizzatore. Tutte le rilevazioni confermerebbero la perfetta efficienza dei sistemi di depurazionefumi del termovalorizzatore: i risultati vengono inviati in tempo reale adArpa Campania e sono consultabili sul sito dell'Osservatorio Ambientale e di Parte-nope Ambiente. La A2A ci tiene a precisare che opera con la massima responsabilità in tutti i territori in cui è presente con le proprie attività. Avevamo poi chiesto, ad avviso della A2A, che opinione avessero maturato le associazioni dei consumatori, i comitati cittadini e le associazioni ambientaliste che si sono recate in visita al termovalorizzatore di Acerra: perla A2A si è trattata di un'esperienza positiva e annuncia un altro incontro nella seconda metà del mese di Novembre e uno nel 2012. Quanto al Progetto Scuole intrapreso con il FAI, non viene fatta molta chiarezza: gli studenti che si recano in visita presso i 28 impianti del gruppo (tra cui discariche e inceneritori) ricevono gratuitamente, dopo accettazione, l'iscrizione al Fondo Ambiente Italia, che si occupa della tutela della natura. Ci pare un gran controsenso. Questione cava Sari: la A2A sostiene di aver effettuato la progettazione e fornito la tecnologia per la realizzazione di cava Sari, ma non si occupa della gestione, che è in carico ad Asia. A noi di Terra risulta che nel 2010 cava Sari era gestita da un consorzio a responsabilità divisa Ecodeco-Asia: è plausibile che in quel periodo le ceneri di Acerra siano state conferite nella discarica di Terzigno? Tornando al termovalorizzatore: i sindaci, con il pieno appoggio dei comitati vesuviani, hanno sottoscritto un piano dei rifiuti che prevede, per la corretta riuscita, l'invio della frazione indifferenziata al termovalorizzatore di Acerra: dato che l'impianto è giunto al 100% della capacità, così come dichiarato dalla A2A nei giorni scorsi, è possibile che l'impianto possa incenerire anche i rifiuti dei comuni vesuviani? Infine, la domanda più importante: visto che la A2A ha progettato cava Sari, quante tonnellate di rifiuti è in grado di ospitare la discarica? tonnellate possono ancora essere conferite prima che la discarica sia satura? Da cosa dipendono i miasmi che opprimono Boscoreale? Infine ribadiamo la richiesta a nome dei Verdi, dei Medici per l'Ambiente, dei movimenti ecologisti e ambientalisti campani di poter effettuare una visita pubblica. Chiediamo di poter visitare l' inceneritore assieme al comitato scientifico di redazione. Ringraziamo la A2A delle risposte ma ci restano ancora i dubbi esposti nell'articolo e speriamo che vengano chiariti.
Francesco Emilio Borrelli
Francesco Servino

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