«Terra dei fuochi e Bagnoli, la chimera delle bonifiche»

Legambiente: tre siti "dimenticati"

Dossier di Legambiente: dimenticati anche i Regi Lagni
La Campania è stata declassata a Sir (sito interesse regionale)
29 gennaio 2014 - Piero Piras
Fonte: Roma

ROMA. Terra dei fuochi. Bagnoli e Regi Lagni, tré sia campani dimenticati. Più in generale è tutta l'Italia ad essere indietro decine di anni, con il rischio criminalità sempre in agguato in un settore che vale 30 miliardi di euro. È il Paese delle bonifiche mancate, delle lungaggini amministrative e burocratiche, delle inchieste giudiziarie e dei commissariamenti. Così Legambiente nel nuovo rapporto "Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà"?, in cui viene descritta anche "l'attesa" della riqualificazione per i «100 mila ettari di territorio inquinato nei 39 Siti di interesse nazionale (Sin) e le ornila aree di interesse regionale». In realtà l'interrogativo dell'associazione ambientalista non può che avere una risposta: il risanamento territoriale segna il passo. «A proposito di territori dove l'inquinamento è diffuso e le bonifiche non sono mai partite, una menzione a parte la merita la Campania - scrive Legambiente - con la sua Terra dei fuochi, parte del sito inquinato più vasto denominato Litorale domino flegreo e Agro aversano. Quest'ultimo fu uno dei primi 15 Sin (siti interesse nazionale) inseriti nel programma di bonifica nel 1998 ma un anno fa, in modo del tutto incomprensibile, è stato trasformato in Sir, sito di interesse regionale, con un decreto del ministero dell'Ambiente che lo ha declassificato con il benestare della Regione». Contro questo decreto Legambiente ha presentato ricorso al Òàã del Lazio, spiega il Cigno Verde. Lo stesso Orlando parla dell'Esercito nella Terra dei fuochi: «Non si tratta di una mili tarizzazione; le forze armate serviranno per ripristinare la catena dei controlli, ed è soltanto uno degli strumenti messi a disposizione dal decreto sulle emergenze ambientali ed industriali». I dati parlano da sé: tra il 2012 e il 2013 ci sono stati oltre ornila roghi tossici, sono circa 2rnila i siti potenzialmente contaminati individuati dall'Arpac, 33 le inchieste per criminalità organizzata e traffico di rifiuti dal 2001 ad oggi. In 22 anni sono stati smaltiti tra la provincia di Napoli e di Casería circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie.

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