Acqua ai privati, la regione tenta il blitz sulla legge

Caldoro ai comitati: parliamone
10 febbraio 2014 - Adriana Pollice
Fonte: Il Manifesto

ella sede regio­nale della Uil ieri il gover­na­tore della Cam­pa­nia, Ste­fano Cal­doro, inter­ve­nendo al con­ve­gno «Acqua bene pre­zioso», ras­si­cu­rava i rap­pre­sen­tanti locali del Forum sull’acqua pub­blica: «La legge regio­nale sul rior­dino del sistema idrico inte­grato si può discu­tere, per miglio­rarla». E pro­met­teva un incon­tro con i comi­tati. A qual­che cen­ti­naio di metri, il con­si­glio regio­nale aveva all’ordine del giorno l’approvazione di quella stessa legge.

Il voto alla fine è stato bloc­cato. La ver­sione uffi­ciale recita: erano iscritti all’esame tre dl, il pre­si­dente della com­mis­sione ambiente Luca Cola­santo (Fi) ha pro­po­sto che venis­sero inviati, oggi, in com­mis­sione, per arri­vare a un testo unico. Ma nei cor­ri­doi girava un’altra ver­sione: il voto avrebbe potuto com­por­tare lo scio­gli­mento del cda della Gori spa, gestore pri­vato dell’Ato3, facendo sal­tare l’accordo poli­tico siglato qual­che giorno fa. Un giro in com­mis­sione per veri­fi­care meglio e poi il voto in tempi rapidi. Sull’acqua c’è fretta di chiu­dere: nel 2015 ci saranno le regionali.

Secondo il testo pre­di­spo­sto dall’assessore all’ambiente Gio­vanni Romano, i quat­tro Ambiti ter­ri­to­riali otti­mali esi­stenti dovreb­bero diven­tare tre: l’Ato2 rac­co­glie­rebbe da solo circa 4 milioni di abi­tanti (la Cam­pa­nia ne ha 6). Tre i can­di­dati a gestire il ser­vi­zio. Ema­na­zione dell’Acea di Cal­ta­gi­rone, la Gori Spa è nota per il pes­simo ser­vi­zio offerto nei 76 comuni ser­viti, le assun­zioni gra­dite alla poli­tica e i tanti appalti esterni. La regione nel 2013 ha messo in campo la ‘Salva-Gori’ per alleg­ge­rire il debito di 282 milioni con­tratto con l’ente. Il for­zi­sta Carlo Sarro, com­mis­sa­rio straor­di­na­rio dell’Ato3 e avvo­cato di Nicola Cosen­tino, ha prov­ve­duto ad aumen­tare le tariffe del gestore Gori del 13,4%.

Il cda della Gori è appena stato rin­no­vato e i par­titi si sono spar­titi le pol­trone: Mau­ri­zio Bruno, con­si­gliere in quota Fdi; Sava­tore Sta­bile legato al sena­tore di Fi Anto­nio Milo; Anto­nio Sodano, vicino al depu­tato di Fi Paolo Russo; in quota Pd Rachele Iovino. Ma la casella che pesa è quella di pre­si­dente. Cosen­tino sta gio­cando la par­tita della vita per tor­nare in poli­tica da pro­ta­go­ni­sta: prima ha spac­cato il gruppo con­si­liare di Fi, tra­sci­nando suoi fede­lis­simi in Forza Cam­pa­nia, poi ha impo­sto la nomina a pre­si­dente del cda della Gori di Ame­deo Laboc­cetta. Ex mis­sino appro­dato alla corte di Ber­lu­sconi e ora da Nick O’ Meri­cano, Laboc­cetta è inda­gato a Roma per favo­reg­gia­mento: nel 2011 durante la per­qui­si­zione in casa di Fran­ce­sco Corallo, domi­nus della società Atlan­tis e re delle slot machine, sot­trasse dalle mani di un finan­ziere il por­ta­tile di Corallo, dicendo che era suo e in quanto par­la­men­tare non poteva esser­gli requi­sito. Una figura tal­mente indi­ge­ri­bile da pro­vo­care la rea­zione postuma del Pd: i tre can­di­dati alla segre­te­ria regio­nale hanno scon­fes­sato il par­tito e chie­sto di azze­rare le nomine.

Il nuovo che avanza si chiama Acque­dotti Scpa con­trol­lata da Otto­gas Srl di Luca Rivelli, amico dell’ex pre­si­dente della pro­vin­cia di Napoli, il for­zi­sta Cesaro. Resta l’Abc, l’azienda spe­ciale pub­blica del comune di Napoli: la regione non le ha ancora dato uffi­cial­mente la gestione. Se pas­sasse la pro­po­sta Romano l’acqua fini­rebbe ai pri­vati. Oggi però l’Istituto ita­liano studi di poli­tica ambien­tale, Legam­biente, Libera, Movi­mento difesa del cit­ta­dino e Coor­di­na­mento acqua pub­blica noti­fi­che­ranno alle regione il loro dl sul ser­vi­zio idrico inte­grato, basato sul rispetto dei refe­ren­dum e sulla con­ven­zione di Aarhus, per pro­vare a tenere l’acqua in mani pubbliche.

 
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